La principessa del sole
David Grossman; trad. di A. Shomroni
Mondadori, 2015, 34 p.
(Contemporanea)
€ 12,00 ; Età: da 5 anni
C’è un autore italiano che esordì con libri apprezzati da ragazzi ed esperti. Poi smise e sparì per anni, finché ricomparve con romanzi per adulti giudicati benevolmente dai critici “grandi” e in concorso nei maggiori premi. Spiegò che voleva scrollarsi di dosso l’etichetta “per bambini” che da noi a quanto pare è puro veleno per ambizioni letterarie “alte”. David Grossman è un grande, grandissimo scrittore sia quando scrive per gli adulti che quando si rivolge ai piccoli, come del resto Sepúlveda, Pennac, McEwan, Rusdhie e Calvino.
La principessa del sole è semplice da raccontare ma inutile, per non smarrire l’incanto di una storia che va gustata da piccoli e grandi stando “vicini vicini”.
Nella quotidianità di una giornata in città dall’alba al tramonto irrompe la magia mescolata con gesti ora usuali, ora surreali o stranianti o stravaganti a un occhio impreparato: una frittata mangiata a colazione, mamma con figlia sul seggiolino della bicicletta verso il mare precedute da tre gatti con la cosa ritta mentre un uomo dà il bacio della buona notte agli alberi. Sulla spiaggia la mamma, Regina segreta del sole,per quel giorno, e Noga, la figlia Principessa, con gesti ingenuamente ma potentemente ludico-magici invocano: “Sorgi sorgi sole mio, sorgi sorgi sole mio”, danzano, cantano, Noga suona il flauto. Poi la magia si realizza e la giornata prosegue come tutte le altre, ma con un segreto dentro, e si conclude con un rituale di segni opposti.
Grossman dice con misura di bambino, grazie a una voce poetica che incanta, le domande fondamentali, le prime e le ultime: come e perché funzionano le cose del mondo e la vita, il segreto della luce e del buio e anche il non detto della guerra e della pace, della paura e dell’amore, della speranza che porta il dialogo, operando su questi misteri con quella magia molto sottile, facile e pratica che è il senso di meraviglia. Per questo Grossman è un grande scrittore e quell’altro soltanto uno bravo. Rovner accompagna e sottolinea delicatamente le parole di penna con una matita dai disegni e colori delicati, sfumati, “ambigui”, ossia non incerti o equivoci ma aperti a un’ampia possibilità di significati e interpretazioni.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 110)
La principessa del sole
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