Raccontami di un giorno perfetto
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Raccontami di un giorno perfetto

Raccontami di un giorno perfetto
Jennifer Niven; trad. di S. Mambrini
De Agostini, 2015, 400 p.
(Le gemme)
€ 14,90 ; Età: da 16 anni

La verità più profonda resta impenetrabile dinanzi a malesseri psicologici senza via di sbocco. Leggendo Raccontami di un giorno perfetto, risuonano profetiche le parole di Hemingway sul frontespizio: "Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono più forti nei punti spezzati." Non è il caso del protagonista, apparentemente sicuro di sé, ma interiormente fragile, incapace di farsi capire e di muoversi nella vita.
Theodore Finch non si ama,vorrebbe essere un altro e in certi momenti è così travolto dai sensi di colpa per essere diverso dal modello immaginario che vorrebbe essere, da non riuscire in nessun modo a distrarsi. "Oggi è un buon giorno per morire"? Questo è ciò che si chiede la mattina quando si risveglia, una sensazione di vuoto lo assale, come l'assenza di qualcosa che si rivela per la nostalgia che suscita.
L'inizio del romanzo è fulminante e fa intuire il seguito pur lasciando in sospeso la conclusione. Theodore è un bel ragazzo; a scuola "è una specie di leggenda" anche se alcuni compagni lo prendono in giro perché pensano sia una testa calda, altri, invece, lo ammirano per la stessa ragione. L'incontro casuale con Violet, una compagna scuola, sembra cambiare il corso monotono della sua vita perché si innamora di lei e della sua sofferenza. La ragazza ha subito un grosso trauma in seguito a un incidente automobilistico in cui la sorella è rimasta uccisa e lei è uscita illesa. Per questo motivo si sente una sopravvissuta. La malinconia sembra superata quando inizia a frequentare Theodore. Sono due giovani intelligenti, sensibili e pieni di energia vitale. Allora quali sono i motivi di questa sorta di sfasamento interiore che ogni tanto riaffiora quando meno se lo aspettano, quando credono di avere la vita in pugno? Con veemenza e insaziabilità Violet e Theodore affrontano il loro rapporto, la loro storia d'amore: vorrebbero avere un destino, anche se non sanno che cosa sia. La loro esigenza di assoluto si scontra ed è perennemente sconfessata dai contenuti della quotidianità. "Prima di morire, scrive Finch, voglio vivere un giorno perfetto." Quel giorno giungerà, ma la crisi di identità è pericolosa: come un'onda non può che investire chi è indifeso e non ha esperienza.

Paola Benadusi Marzocca
(da LiBeR 108)