Quella peste di Sophie
Featured

Quella peste di Sophie

Quella peste di Sophie
Sophie de Ségur; ill. di Sophie de la Villefromoit
Trad. di M. Vidale
Donzelli, 2016, 208 p.
€ 28,00 ; Età: da 8 anni

Raccontando l’infanzia di Sophie la contessa de Ségur ha realizzato ciò che pochissimi scrittori hanno avuto il coraggio di mostrare, ossia ritrarre spietatamente la cattiveria di cui sono artefici i bambini.
La sua bambina è il ritratto della crudeltà di cui si può essere protagonisti durante l’infanzia. Nessuno ne è escluso, anzi persino quelli che vivono nei castelli, quelli che hanno giornate scandite da giochi e da tavole ben apparecchiate, possono torturare animali indifesi e picchiare i compagni di giochi.
Sophie non è semplicemente una peste: è una bambina irascibile, vanitosa, ingorda, bugiarda e ladruncola. La bellezza e la forza di questo libro sta proprio nel racconto spietato di quella particolare condizione che tutti i bambini attraversano: l’egoismo e la potenza in cui si credono non solo capaci di poter far tutto, ma che qualsiasi cosa sia loro dovuta. Di punizioni ne prende Sophie, ma è acqua che scorre senza lavare via nulla. Pochi e fugaci pentimenti lasciano subito il posto a nuove “avventure” e così, uno dopo l’altro, gli animali che attraversano le sue giornate fanno tutti una bruttissima fine. L’altro lato della medaglia, il bambino buono e giudizioso, è rappresentato dal cuginetto Paul, che non è saccente come un grillo parlante; lui è proprio buono, ma senza alcun merito, perché la sua bontà è naturale: Non ha bisogno di sforzarsi per essere sempre dalla parte giusta. Dell’infanzia la contessa de Ségur non nasconde nulla, e il mondo di Sophie è diverso da quello delle piccole pesti che s’incontrano nella letteratura per ragazzi. La sua è una disubbidienza primordiale, la mitezza del piccolo asino che le è stato regalato fa da contrappunto alla spietatezza della sua indole, ma alla fine anche il più mite degli animali sa ribellarsi, anche se paga con la vita la sua fuga. Forse questo classico della letteratura francese, per essere compreso appieno, va riletto senza dimenticare le origini nobili della contessa de Ségur, e, solo per seguire una delle innumerevoli piste che lei stessa traccia, si potrebbe ricordare che la servitù della gleba in Russia verrà abolita solo nel 1861, mentre le storie della monella Sophie erano state scritte nel 1858.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 113)