Il pezzettino in più
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Il pezzettino in più

Il pezzettino in più
Christina Sánchez-Andrade
Ill. di Rùl Nieto Guridi; trad. E. Rolla
Feltrinelli, 2016, 109 p.
(Feltrinelli Kids)
€ 12,00; Età: da 9 anni

Chissà quante volte li avrete visti quei bambini con gli occhi allungati, le orecchie piccole che sembrano ciliegie, indaffarati come cuccioli un po’ disordinati, teneri, diretti, bambini anche quando non lo sono più. Così era Manuelita Togli e Metti, una bambina con un pezzettino in più.
Cromosomi si chiamano quei pezzettini, o almeno così dicono i grandi agli altri bambini quando vogliono spiegare la differenza fra loro e i bambini che assomigliano a Manuelita. Ora, Manuelita è la bambina di questa storia, al centro di questa storia, che vede impegnata sua sorella, Fufi, che ha i pezzettini al loro posto e in numero giusto, a girarle attorno, con il dilemma di crescere accanto a una sorella con un pezzettino in più. I bambini amano sentirsi raccontare la loro storia, preferibilmente dalla mamma, di quando non c’erano e di quando ci sono, vogliono che si ripeta di quella volta che e di quell’altra ancora, mai sazi di particolari saputi e risaputi. Così succede anche a Fufi, la sorella piccola con tutti i pezzettini a posto, che è in cerca del perché debba fare da sorella grande a sua sorella grande e così facendo si diverte e si dispera, si vergogna, si ingelosisce e s’inorgoglisce, imparando a crescere nell’accettazione della diversità che diventa valore. Nell’intimità della cucina, mentre si prepara una torta al cioccolato per il decimo compleanno di Manuelita, la mamma racconta, la figlia piccola con i pezzettini giusti interrompe e interroga. E, a poco poco, si srotola la storia. Dall’inizio, da quando è arrivata Manuelita e i dottori scuotevano la testa dicendo è diversa, tic tac, funziona come un orologio con un pezzettino in più.
Non c’è tristezza di scrittura a interpretare i sentimenti di mamma e papà, e soprattutto i sentimenti del nonno che, a dispetto dell’età, dà sollievo a tutta la famiglia con la sua “stranezza”, ricca di leggerezza e di humour. L’andamento poetico del breve romanzo invoca metafore e immagini, coinvolgendo il lettore in una atmosfera di grande suggestione, in cui giocano un ruolo preponderante gli spostamenti da piani di realtà a situazioni surreali, in un gioco di intelligenza narrativa di grande qualità.

Rosella Picech
(da LiBeR 113)