Piccolo capo bianco
Guido Sgardoli
Rizzoli, 2010, p. 503
(Narrativa ragazzi)
€ 17,50 ; Età: da 12 anni
Guido Sgardoli è uno scrittore italiano con una decisa propensione per il romanzo storico, come ha dimostrato con una delle sue prime prove Eligio S.: i giorni della ruota. In questo suo nuovo Piccolo capo bianco siamo negli Stati Uniti durante la guerra di Secessione: 500 pagine bellissime, importanti, di altissimo livello emotivo.
Nella pagina iniziale, attraverso un documento ufficiale, veniamo a conoscere la fine del protagonista, ma questo non toglie nulla alla curiosità che suscita la lunga vicenda. Amos Wever Ascher ha 12 anni e vive in una famiglia modello dell’Ohio, con padre, madre e due sorelle, una maggiore, una ancora piccola. Veniamo a conoscere il trascorrere delle sue giornate, l’educazione familiare di stampo liberale. Arriva la guerra e il padre organizza un reggimento, di cui diventa il Capo, per andare a combattere i sudisti. Amos è ancora minorenne ma vuole entrare nell’esercito: malgrado l’opposizione della madre, il padre lo accetta perché capisce l’esigenza morale e sociale del figlio.
Il reggimento “Ascher” non affronterà mai un combattimento perché è destinato, dal Comando supremo, a controllare il lontano territorio abitato dai nativi indiani. Durante la lunga marcia, questa unità militare si trova vicina alla linea di guerra: le poche pagine in cui gli uomini si trovano a contatto con i feriti e i morti della battaglia di Shiloh sono drammatiche e dolenti, come raramente è dato di trovare.
Il romanzo è documentatissimo: se la trama è naturalmente frutto della fantasia, gli avvenimenti raccontati si riferiscono a fatti realmente accaduti, ad ambienti geografici estremamente precisi, a situazioni socio-militari documentate dai libri di storia. Romanzo rigorosissimo fino alla pignoleria e di grande attualità, Piccolo capo bianco corre un grosso rischio. Quale giovane lettore o lettrice italiana si farà attirare da un argomento così lontano dalla nostra cultura? Ci sarà qualche adulto (insegnante, genitore?) che consiglierà e aiuterà a leggere un romanzo di così alto livello? Ho avuto la fortuna di parlare del problema con Beatrice Masini, responsabile del settore Ragazzi della Rizzoli. Mi ha risposto: “Quando una casa editrice ha una quota rilevante sul mercato nazionale può anche permettersi di pubblicare un romanzo soltanto perché lo ritiene valido in assoluto e non soltanto perché possa avere un successo di vendita.”
Roberto Denti
(da LiBeR 90)
Piccolo capo bianco
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