Non perdere il filo
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Non perdere il filo

Non perdere il filo
William Wondriska
Corraini, 2010, p. 48
Euro 16,00 ; Età: dai 5 anni

Aprendo Non perdere il filo, prima di giungere al frontespizio, incontriamo il protagonista della storia, un filo intricato. Immediatamente comprendiamo che il nostro compito di lettori è farci guidare da lui, scoprire dove e come questo filo si dipanerà. Perciò incominciamo a seguirlo, lungo il frontespizio, la pagina del colophon e quella in cui l’autore, l’illustratore americano William Wondriska, dedica l’opera alla sua famiglia: queste pagine sono già racconto.
Ma ora, ecco il filo abbracciare un alligatore, poi un uccello e un castello; a cui seguono altri animali piccoli, grandi, pericolosi o innocui, più o meno esotici; e altre cose delle più diverse dimensioni e utilità, lontane o vicine, comuni o straordinarie.
Qual è (se esiste) il nesso tra un fiore e un distributore di benzina, e come mai il distributore è a sua volta collegato a una casa, e quest’ultima a un gelato? Perché il filo sceglie di avvolgere proprio queste e non altre cose? Perché in quest’ordine? La tendenza a dare un senso razionale alle esperienze che viviamo è insista nella natura umana; ed è altresì umano ritenere che ogni cosa – perciò anche un filo, apparentemente inanimato e senza volontà – debba assecondare la nostra forma mentis.
Wondriska ci tiene sulle spine, svelandoci solo alla fine il perché del comportamento del filo, che segue (banalmente? Crediamo di no) un criterio alfabetico. Le lettere iniziali delle cose e degli animali avvolti dal filo seguono infatti l’alfabeto inglese: ecco perché un alligatore (in inglese: alligator) è legato a un uccello (in inglese: bird) e così via…
Tuttavia – sembra suggerirci Wondriska – il senso alfabetico da lui suggerito, è solo uno dei tanti possibili. Egli ci invita a essere autori e protagonisti della storia, a inventare i nostri orditi, le nostre trame e a dare nuovi significati al viaggio di questo filo. Viaggio che è ben lungi dall’esaurirsi, giacché il filo si rifiuta di rimanere imprigionato nei confini cartacei del libro ed esce dalla copertina “sul retro”, andando ad abbracciare chissà cos’altro.
Corraini sembra avere tutta l’intenzione di inserire William Wondriska – storico illustratore e designer statunitense – nella sua nutrita compagine di autori esperti in grammatiche della fantasia, che vede Munari, Lionni, Rodari in prima linea.

Sara Deriu
(da LiBeR 90)