Storia di judo e di camorra
Luigi Garlando
Piemme, 2014, p. 251
(Il battello a vapore)
€ 14,00 ; Età: da 10 anni
Maradona è mejo ’e Pelé! canta Filippo, una delle tante vedette di Scampia, quando vede una macchina sospetta intorno alle Vele, e intanto si fa le ossa con gli scippi in scooter; il padre è in carcere; suo fratello Carmine, “’o Convincente”, specializzato nell’intimidire e riscuotere il pizzo con la violenza, si fa strada nel clan di Tony Hollywood, ora minacciato da Ciro Munnezza (boss dei rifiuti) che vuole entrare nel mercato dei “sogni venduti agli zombi”: è faida sanguinosa. Il destino del ragazzo sembra segnato.
Ma “zio Bianco”, innamorato del pane e del suo lavoro, già cintura marrone, lo porta nella palestra di Giovanni Maddaloni, per tutti ’o Maé della scuola di judo, padre di un campione olimpionico, nonché capo indiscusso del Clan Maddaloni, che ha mutuato i suoi comandamenti – umiltà, altruismo, temperanza, rispetta gli altri, non rubare, aiuta i deboli… – dal judo. Il quale segue la “via della cedevolezza”, ossia sfruttare la forza dell’avversario per farla diventare tua, perché si cresce con il compagno: quando spinge tu tira, quando tira tu spingi, come “Marekiaro” Hamsik che stoppa il pallone tirando indietro il piede per attutirne la forza. Un professore individua lo straordinario talento di Filippo e lo spinge a iscriversi al liceo musicale, e la bellissima figlia, pure lei judoista, lo fa innamorare di Achille e del vecchio Santiago. Cosa sceglierà Filippo tra la conchiglia nera della lussuosa vasca da bagno del boss e il sogno di far tornare i fenicotteri rosa nel parco di Scampia?
Non si pensi però a una racconto edificante e consolatorio, perché in realtà è fiaba e avventura, romanzo criminale e sociale, tragedia shakespeariana, storia di sport e amore, di perdizione e riscatto, di disperazione e speranza. Scritta con grande ritmo narrativo e un linguaggio essenziale per situazioni dove la vita quotidiana è ridotta alla elementarità delle parole, dei fatti, delle scelte.
Luigi Garlando, giornalista della Gazzetta e autore della serie Gol!, ha preso e romanzato la storia vera di Giovanni Maddaloni e della sua palestra, presidio quotidiano di legalità e speranza per i giovani che vogliono far tornare i fenicotteri rosa a Scampia.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 104)
’O maè
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