Gli invitati
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Gli invitati

Gli invitati
Bernard Friot, ill. di Magali Le Huche; trad. di T. Gurrieri
Clichy, 2014, p. 32
(Carrousel)
€ 15,00 ; Età: da 3 anni

Che bello avere una grande casa dove ospitare gli amici! Lo spazio destinato a ognuno diventa il racconto di un modo di essere: scegliere i colori, gli oggetti, le atmosfere dove accogliere gli invitati significa esprimere e comunicare il proprio affetto e il proprio gusto. Significa anche immaginare che tipo di camera sia più adatta per una ballerina dell’Opera, o per un campione di karate come Ettore, per arredo, luce, atmosfera, e realizzarla e sistemarla con amore e cura.
Elena, la padrona di casa-interior designer di questo albo appronta una stanza personalizzata per ogni ospite. Ogni dettaglio è pensato, curato, disposto con un lavoro paziente e amoroso. L’attesa è il tempo dell’albo, ogni pagina è una stanza da sistemare per un ospite di cui sappiamo solo il nome e poco altro.
Magali Le Huche, meravigliosa illustratrice francese, racconta con le figure i gesti di Elena nella facciata di sinistra mentre a destra vediamo la stanza pronta, vuota: un’immagine che i bambini piccoli amano descrivere, nominando gli oggetti che non sono mai là per caso, ma sono stati messi, trasportati, scelti da qualcuno, e per questo sono pieni di senso. E dopo l’attesa, ecco che arrivano gli invitati. La personalità di ognuno è sempre imprevedibile e così li vediamo affacciati alle finestre della loro camera preferita, che non è quella a loro destinata! Si apre adesso una caccia al tesoro a ritroso nelle pagine, per riconoscere, da un piccolo particolare, chi abbia scelto la stanza di Oscar e chi quella di Rosetta.
Il libro si conclude con una magnifica cena di invitati eccentricamente agghindati. Qui, in questo albo bello e ben pensato, c’è una nota che a me non suona perfettamente intonata, nel testo: non so se sia la traduzione o l’intenzione originaria del brioso Friot, ma la frase “la gente è strana” e il sospiro di Elena (sembra di disappunto) non si accordano per me con l’atmosfera di autentica e gioiosa accoglienza per la diversità di ognuno ritratta nelle figure.
La rottura dell’aspettativa, nel racconto di Friot, e l’atmosfera creata da Le Huche offrono un chiaro invito all’espressione di sé, una spinta all’infrazione delle aspettative e dei pregiudizi che rischiano di intrappolare personaggi e persone.

Marcella Terrusi
(da LiBeR 104)