La notte in cui la guerra si fermò
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La notte in cui la guerra si fermò

James Riordan; trad. di L. Borgotallo
Mondadori, 2014, p. 184
(Contemporanea)
€ 15,00 ; Età: da 11 anni

Abituati come siamo a consumare ogni cosa, abbiamo sviluppato anche la capacità di ingurgitare emozioni senza lasciare che restino in circolo. Le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra rischiano di diventare uno dei tanti eventi che consumiamo con molta retorica e poco costrutto. I tanti libri comparsi, e riapparsi, per questa occasione possono aiutare a rileggere quella che fu una delle più grandi carneficine della storia, e a comprendere la tragedia a cui furono condannati migliaia di persone.
Per leggere e comprendere quel che accadde durante la Prima Guerra Mondiale, sarà necessario attraversare molte trincee zeppe di cadaveri e conoscere la storia di ragazzi che lasciarono lì i loro sogni. Aiutare i ragazzi a guardare alla Storia come a un luogo attraversato dalla vita di ragazzi come loro, serve a non banalizzare la realtà, serve a imparare a ricercare per capire senza accontentarsi dell'ovvio, serve a compiere lo sforzo di scavare solchi nella memoria per fare spazio ai tanti Harry e Jack, i due sedicenni protagonisti del romanzo di Riordan. Lo scrittore inglese ha attinto alla sua esperienza di storico dello sport per raccontare questa storia. Per gioco, senza il tempo di rendersene conto, i protagonisti si ritrovano in un campo senza pallone, senza avversari, solo contro nemici, coetanei che amavano rincorrere un pallone quanto loro, più che puntare un fucile contro sconosciuti.
La notte in cui la guerra si fermò, è una storia che nei dettagli potrebbe essere accaduta esattamente così come è stata immaginata. In alcuni passaggi si avverte l'eco del capolavoro di Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Ogni capitolo del libro di Riordan è introdotto da brevi epigrafi che rimandano per lo più a poeti e scrittori che vissero l'orrore della Grande Guerra. Come con una matrioska il lettore potrà cercare i testi a cui si fa riferimento, per continuare a riempire quei solchi, per seminare, raccogliere e leggere il dolore a cui conduce l'insensatezza delle guerre.

Agata Diakovietz
(da LiBeR 104)