Non c’è nave che possa come un libro
Emily Dickinson, ill. di Brunella Baldi; trad. di A. Quattrone
Motta Junior, 2011, p. 64
(Il suono della conchiglia)
€ 12,00 ; Età: da 5 anni
La scelta oculata di liriche e la loro ottima traduzione invita chi legge, ragazzi o adulti, a osservare tutte le cose intorno a loro, soprattutto i vari elementi della natura, con la capacità di tesservi intorno immagini e sogni. Si veda, a esempio, il vento che entra dentro una casa accolto dalla padrona come “un ospite veloce senza piedi, / cui offrire una sedia era impossibile / come invitare l’aria / ad accomodarsi sul sofà. / Non aveva ossatura a sostenerlo. / Il suo parlare era come l’empito / di tanti colibrì in una volta / dall’alto di un cespuglio, / il suo volto un’ondata.”
I dettagli evocati dalle liriche suggeriscono tante cose, stimolando molti davvero, perché, forse del lettore e la continuazione del discorso nel proprio intimo, come qui a esempio: “La natura usa poco il giallo, / più raramente degli altri colori, / lo risparmia con cura / per riversarlo tutto nel tramonto.” Sommessi ma penetranti sono gli inviti espressi dalla Dickinson a condividere con lei sensazioni, curiosità, sentimenti e a cercare di esprimerli, non tanto agli altri quanto a se stessi. “Natura è tutto ciò che noi vediamo: / il colle, il pomeriggio, lo scoiattolo. / l’eclissi, il calabrone. O meglio, la natura è il paradiso. / … Natura è tutto quello che sappiamo / senza avere la capacità di dirlo, / tanto impotente è la nostra sapienza / a confronto della sua semplicità.”
Brunella Baldi ha saputo cogliere i momenti essenziali in cui le sue immagini si apparentano ai versi, e quanto più nelle liriche si susseguono suoni, voci, colori, tanto più lei invade la pagina con altre forme, altri sussurri, altri dettagli nel clima tipico della poetessa, in una sintonia che fa dell’astratto il concreto e viceversa. Ricorrono frequenti due figure di bambini: lei con una treccia al vento che sembra esprimere stati d’animo, lui con un volto in cui troneggia un lungo becco da uccello che sottolinea ogni atteggiamento, ogni situazione, con una decisa forza espressiva. Sono presi entrambi dal gioco del guardare, del toccare, dell’inventare. Attorno a loro appaiono vari oggetti la cui realtà si metamorfizza in espressioni di varia valenza.
Carla Poesio
(da LiBeR 94)
Non c’è nave che possa come un libro
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