Nino
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Nino

Nino
Isol
Logos, 2016, 56 p.
€ 16,50 ; Età: da 4 anni

L’albo Nino dell'autrice argentina Isol, insignita del premio Astrid Lindgren Memorial Award nel 2013, è un libro ponte che attraversa le generazioni e le fa incontrare, senza pretesa alcuna di insegnare alcunché, coerentemente con l'approccio con cui Isol dichiara di lavorare: “Non voglio trasmettere alle persone cosa debbano pensare, desidero raccontare la quotidianità di bambini e adulti”.
Nino è una creaturina aliena che “arriva completamente nudo e urlante per far sapere a tutti del suo arrivo”. Questo racconto mette in scena le piccole e grandi cose che caratterizzano l'arrivo di un bambino, muovendosi fluidamente tra le tante tonalità emotive che accompagnano questo evento. Una delle cifre specifiche di Isol è la sua capacità di riunire leggerezza e profondità, poesia e gag esilaranti, con una forma ironica sempre bonaria e lieve, mai sguaiata o inutile. Queste caratteristiche, unitamente alla sua peculiare attenzione alla dimensione motoria del bambino, la annoverano tra quei grandi autori che entrano nella vita a tutto tondo e riescono a restituirne pennellate su carta. I tanti singoli momenti della quotidianità che l'albo isola e fissa in una narrazione molto personale, lo predispongono sul nascere a divenire racconto collettivo, con uno sguardo costantemente olistico rivolto tanto al corpo che alla vita intellettiva. In copertina un bambino accomodato sulle spalle della madre, si aggrappa alla sua testa senza troppo badare a occhi, naso, bocca materne. Lei si assicura che non cada.
Nel primo risguardo una manina tende verso oggetti che sono stati accuratamente scelti perché lui potesse incontrarli con lo sguardo; nell'ultimo ci viene segnalato che Nino sta crescendo, afferra con presa sicura gli oggetti amorevolmente selezionati per lui, mentre la storia si chiude in quarta di copertina con il suo sonno lieve, e un bambino curioso si affaccia sulla sua culla.
E così come gli adulti messi in scena co-costruiscono con Nino una conoscenza basata sulle piccole cose, sentendosi mano a mano più a loro agio, anche il nuovo arrivato inizia a sentirsi a casa quando comprende che anche gli adulti sono stati a loro volta bambini. E decide di rimanere a vivere lì.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 112)