Le paure del gatto Filo
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Le paure del gatto Filo

Le paure del gatto Filo
Rocio Martinez; trad. di E. Rolla
Kalandraka Italia, 2016, 40 p.
(Libri per sognare)
€ 14,00 ; Età: da 5 anni

I bambini attraversano periodi in cui le paure, che sono un normale passaggio dello sviluppo, richiedono molta attenzione da parte dei genitori per aiutare i figli, come può contribuire un libro, a superarle. Le paure si presentano soprattutto di notte quando immagini terrificanti come i mostri turbano i loro sonni. Però basta pensare al capolavoro di Maurice Sendak Nel paese dei mostri selvaggi per capire come la letteratura infantile mette il bambino nelle condizioni di domare quei mostri. Anche in Una strana creatura nel mio armadio di Mercer Mayer (Kalandraka), vincitore del Premio Andersen 2016 come “miglior libro mai premiato “il protagonista domina un’orrenda creatura che alla fine s’infila nel suo letto perché anche lei è impaurita. Il gattino Filo, invece, ha paura di tutto. I rumori che sente nelle varie stanze della casa lo fanno correre dalla mamma, ma quando lei si sposta Filo, sempre più atterrito, la cerca per farsi rassicurare che non ci sono mostri in casa. A un certo punto il gattino sente la voce materna che dice: “Sono nell’armadio della tua stanza!”. Filo si precipita meravigliato che anche la mamma abbia paura e fa il cammino a ritroso spiegando quali sono i vari rumori che l’hanno impaurito. Il finale vede mamma e figlio abbracciati perché hanno sentito un rumore strano, spaventati si stringono l’uno all’altro, ma è solo papà che ritorna dalla spesa. Le illustrazioni a pastello mostrano un gattino solo, piccolo e indifeso in grandi stanze con tagli originali determinanti a immaginare cosa c’è al di là. Può essere una porta, un armadio, oggetti che sono parte dell’arredo della cucina… I rumori che fanno paura a Filo sono visualizzati come nei fumetti con lettere di grandezze diverse. “Wuuum clan clan clan”, a esempio, è il mostro che sta in bagno, ma Filo spiegherà alla mamma che è solo il rumore dell’ascensore che sale e scende. L’abbraccio della madre con il gattino è visivamente caldo e accogliente come quello del padre che lo prende in braccio sotto materni, ammiccanti occhi sorridenti.

Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 112)