Miss Charity
Marie-Aude Murail; trad. di F. Angelini
Giunti, 2013, p. 480
(Extra)
€ 12, 90 ; Età: da 14 anni
La scrittrice francese Marie-Aude Murail nel suo ultimo romanzo, Miss Charity, tratteggia un geniale, irriverente, trascinante ritratto di Beatrix Potter, liberamente ribattezzata Charity Tiddler, una ragazzina di ricca famiglia inglese di fine Ottocento. L’intera epoca vittoriana si proietta come in un immenso palcoscenico attraverso la descrizione dell’infanzia e giovinezza della illustre disegnatrice e autrice inglese.
Se l’autoaffermazione e la capacità di reagire delle donne hanno suscitato fin dai tempi antichi una generale ostilità, figurarsi nell’Inghilterra degli ultimi decenni del XIX secolo. Sottomissione, modestia, tolleranza, mitezza: queste erano le caratteristiche di una ragazza perbene, altrimenti la parola “sconveniente” correva di bocca in bocca e le possibilità di un buon matrimonio, unico sbocco auspicabile per una ragazza dell’alta società, potevano rapidamente sfumare. Sicuramente Beatrix, ovvero Charity, esulava dai canoni tradizionali e la sua solitaria infanzia non sarebbe stata un periodo gioioso, chiusa nella nursery con la sua tata, più lontano possibile dalla camera dei genitori. Ma proprio questo invece la salvò: era una bambina fuori del comune che univa un grande talento di pittrice a una forza immaginativa che l’aiutava a evadere dalla noia della routine quotidiana. Riuscì in tal modo a crearsi un mondo “diverso” da quello degli adulti, presenti in rare occasioni con richieste incomprensibili, rese quasi comiche dalla penna esperta della Murail. Charity di nascosto raccoglieva, con la complicità delle cameriere, nell’ampio stanzone dove era più o meno relegata, gli animali domestici che le capitavano a tiro, ossia rane, rospi, topi e corvi, un coniglio che sapeva contare, l’adorata anatra che la seguiva sempre, il riccio pauroso e vari altri.
La discorsiva intimità con cui la Murail entra in contatto con i personaggi del passato li avvicina alla nostra vita e qui in particolare la struttura teatrale del romanzo lo rende particolarmente avvincente per ragazzi e adulti. Gli eventi sono visti attraverso la descrizione di varie figure anche se Charity è la voce narrante che abbraccia l’insieme evidenziando gli elementi fondamentali. Così il linguaggio brillante e scenografico mette in mostra una società complessa e contraddittoria, preoccupata soprattutto dell’aspetto morale delle cose, ma pronta a riconoscere il genio.
Paola Benadusi Marzocca
(da LiBeR 100)
Miss Charity
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