La magnifica felicità imperfetta
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La magnifica felicità imperfetta

La magnifica felicità imperfetta
Lucia Vastano
Salani, 2013, p. 224
€ 12,90 ; Età: da 11 anni

“La mia India”. Nell’eco di altre passioni umane e letterarie, questo potrebbe essere il titolo sotto traccia del libro di Lucia Vastano, giornalista di guerra, impegnata in reportage da vari paesi del mondo. Il primo di molti viaggi, compiuto dall’autrice nell’adolescenza, nella terra favolosa dei racconti della buonanotte di papà, squarciò ai suoi occhi, come un tradimento, ben altri scenari dell’India, crudi e dolorosi, di povertà, miseria, violenza, corruzione.
Quel viaggio di geografie, gente, animali e luoghi si convertì di sosta in sosta in un viaggio dell’anima, eletto a emblema di ogni percorso umano necessario alla ricerca della propria “felicità imperfetta”. Una filosofia di vita, appresa e maturata nell’incontro di uomini, storie, costumi, tradizioni, religioni, nei contrasti forti di un’altra civiltà.
Per la rappresentazione della “sua India”, raggiunta come “magnifica felicità imperfetta”, Vastano rivisita in un nuovo viaggio le tappe che l’hanno condotta sulla strada della propria convinzione. Ed ecco uscire dai ricordi, e forse dal taccuino, Rakesh, Baba Raul, Ray, Jamal, personaggi del romanzo, nati dai tanti incontri con persone vere.
Rakesh, il piccolo “lanciacacca” di Delhi, è il protagonista della storia. Una storia di formazione che parte dalla strada e finisce nel riscatto e nell’emancipazione. Ogni passaggio dell’infanzia di Rakesh è uno strappo: la separazione dalla famiglia, l’ingegnoso arrangiarsi per sopravvivere, la giungla della città in cui ogni bambino è nemico a ogni altro bambino, la prevaricazione cinica e delittuosa dell’adulto, la fame, il freddo, la mancanza d’amore. Eppure Rakesh sa essere spiritoso e anche allegro; intelligente com’è sa organizzarsi di nuovo ogni volta. E può contare su Ray, diventato un saggio fratello e soprattutto su Baba, il santone, il suo guru, il suo maestro.
Anche per Rakesh giunge la stagione della crescita. Il “suo” viaggio si compie nell’ascesa perigliosa al monte sacro della divinità. La rivelazione che squarcia la nebbia in cui vaga Rakesh, nei tormenti di coscienza e d’amore, è l’irruzione della consapevolezza del suo talento. Rakesh scrive. Ha registrato nel suo taccuino i preziosi insegnamenti del maestro. Finiranno in un “Manuale per la ricerca della felicità”.

Rosella Picech
(da LiBeR 100)