Mio nonno
Catarina Sobral; trad. di M. Silvetti
La nuova frontiera junior, 2015, p. 40
€ 14,00 ; Età: da 5 anni
Guardare il mondo con gli occhi di Catarina Sobral ci lascia in bilico tra spensieratezza e profondità, e insieme ci sorprende, ci accarezza lievemente e ci allevia.
Prendiamo Mio nonno, per esempio, l’ultimo albo di questa giovane artista portoghese, in Italia già felicemente adottata da La nuova frontiera junior (Ricordate il rodariano Cimpa, quella parola che nessuno sa cos’è?). Ecco, con questa prova Sobral, oltre a ribadire uno stile accuratissimo e suo, sa stupirci con una alchimia di immagini coloratissime (che rossi che verdi e che gialli!), come fantasiose propaggini di un filo testuale ironico e poetico insieme. Certo, l’argomento è radiante di per sé: se non fosse assurdo, si potrebbe dire che c’è una riscoperta dei nonni, sia da un punto di vista sociale, perché in paesi carenti di welfare come il nostro, sono una delle poche risorse familiari di riferimento, sia in ambito legislativo, sia come salvaguardia delle origini, anche con una giornata a loro dedicata… Per fortuna però la letteratura per l’infanzia non ha mai smesso di amarli e di raccontarli. Certo, ovviamente, non tutti i nonni in quanto tali sono di per sé figure positive. Credo comunque che vadano conosciuti e che quando non ci sono sia una perdita immane, viceversa che il loro apporto possa rappresentare un patrimonio pressoché infinito di affinità intergenerazionali, come con i genitori, per mille motivi, non accade.
L’albo, interamente firmato da Sobral, srotola l’ipotesi felice di cui sopra. Qualunque cosa accadrà in futuro, chi narra mai potrà dimenticare le ore passate con il nonno, l’unico in grado di capire la meravigliosa capacità di concepire il tempo e di “perderlo” che si ha solo da bambini. Se infatti il suo vicino, leitmotiv del testo, è agito dalla diffusissima compulsione a lavorare e a fare, il buffo signore col cappello conosce intimamente l’arte del prendersi il giusto tempo, tra un corso di pilates e i piaceri del giardinaggio, tra cultura e socialità. Sobral ci rammenta che una giornata con nostro nonno avrà cento tasche per sempre.
Maria Grosso
(da LiBeR 106)
Mio nonno
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