Mio fratello rincorre i dinosauri
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Mio fratello rincorre i dinosauri

Mio fratello rincorre i dinosauri
Giacomo Mazzariol
Einaudi, 2016, 176 p.
(Stile Libero Extra)
€ 16,50 ; Età: da 13 anni

A cinque anni Giacomo riceve dai genitori due annunci che cambieranno il futuro dell’intera famiglia. Il primo è l’imminente arrivo di un fratellino; dopo due sorelle, finalmente un complice con il quale andare alla conquista del mondo, arrampicarsi sugli alberi e giocare a basket. La seconda notizia è che qualcosa non sta andando come previsto, e il maschietto in arrivo sarà un compagno di giochi un po’ speciale. Speciale può voler dire solo supereroe… ma con quali superpoteri, esattamente? Desideri, progetti e sogni si accumulano nei giorni eccitanti dell’attesa. E come per un regalo che si stringe tra le mani, ancora da spacchettare, senza volerlo si rischia di fantasticare troppo sul contenuto, perché “c’è tutta una gioia speciale che deriva proprio da quello: dall’aprirlo e dall’esporsi al mistero”. L’attesa finisce, Giovanni viene al mondo e il mistero si svela: occhi “alla orientale”, lingua sempre in fuori, le mille fragilità, quel cromosoma di troppo. Una diagnosi irreversibile e lapidaria: down.
Il percorso che segue è comune a quello dei genitori di bambini che nascono con disabilità: dall’aspettativa alla disillusione, da un progetto di vita al lutto per la morte del figlio ideale.
È un problema ingiusto quel fratello così irrimediabilmente diverso, una vergogna da nascondere a se stessi e agli altri fra delusione, rabbia, impotenza, imbarazzi quotidiani e poi sensi di colpa.
Sulla soglia di questi decisivi passaggi Giacomo cresce elaborando in positivo le sue strategie di vita con Giovanni, dal rifiuto iniziale fino a un amore incondizionato, che si nutre di “affetto e meraviglia” anche per quel cromosoma in più, segno distintivo di un fratello stra-ordinario.
Giacomo, oggi diciannovenne, si mette in gioco in un esercizio di scrittura autobiografica che è preziosa palestra anche per chi, soprattutto giovane lettore, avrà la fortuna di apprezzarne la lucidità. Un brillante istinto narrativo e una vista nitida, ben allenata negli anni, servono a Giacomo per guardarsi dentro e raccontare quello che ci trova, episodi e scoperte spesso dolorose, testimoniate con toccante leggerezza attraverso “il potere straordinario, salvifico, dell’ironia”.

Fausto Boccati
(da LiBeR 112)