Le memorie della menta piperita
Elena Morando, ill. di Anke Feuchtenberger
Else edizioni, 2016, 32 p.
€ 30 ; Età: da 7 anni
Autobiografia di un’infanzia, Le memorie della menta piperita nasce dall’incontro tra Elena Morando, poetessa e artista interdisciplinare, e l’illustratrice Anke Feuchtenberger. Dal punto di vista formale, il libro si compone del testo nella pagina sinistra, e delle illustrazioni a piena pagina nella facciata destra. Con una prosa poetica che richiama il vagabondare di una mente bambina immersa nella natura favolosa dell’isola (la Sardegna), il contrappunto di parole e immagini genera, in 15 episodi, un mondo meraviglioso e terribile; la primigenia istintualità della natura e dei suoi animali è parte di un racconto di formazione attraversato dai temi della crescita, della scoperta, della selvatichezza, dell’avventura e di una sensualità panica. Il tema classico del bambino selvaggio continua qui a generare nuove memorie e significati. Allattata dalla capra Bianchina con le sorelle caprette, la bambina protagonista è trasfigurata nelle illustrazioni in cane; il totem animale si fonde nell’immagine di ogni madre e figlia, tanto da riempire, insieme al suo doppio, la copertina del libro.
Le memorie della menta piperita potrebbe essere una fusione di diverse rêverie degli elementi naturali, dal bianco-latte delle capre al colore spremuto dei petali dei fiori, dalla magia della vigna all’aspra monumentalità delle rocce che diventano astronavi. Accanto a questa dimensione diurna, una onirica rende il buio infantile uno spazio costellato da figure fantasmagoriche che giocano con le ombre notturne. Il racconto rivela la potenza del mondo animale e istintuale, narra passaggi simbolici nel mondo fiabesco di una campagna che si fa foresta, lotte con streghe nascoste nelle capanne e pronte a balzare fuori e a impossessarsi della mente-bambina, il mutamento che investe ogni cosa, piante, animali e affetti umani. Contro la strega, che entra nella testa della protagonista con i suoi brutti odori e storie, ci sono per fortuna “le parole della menta piperita”, che “parlano delle radici profonde che arrivano a toccare l’acqua da dove si abbeverano anche gli alberi ma anche della pipì e delle lacrime che sono salate e che scendono e bagnano lasciando il segno”.
Emanuela Piga
(da LiBeR 112)
Le memorie della menta piperita
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