Matilde e orso
Jan Ormerod, ill. di Freya Blackwood
trad. di P. Gallerani
Officina libraria, 2017, 48 p.
€ 14,00 ; Età: da 4 anni
Premiato dal Children’s Book Council of Australia come “Libro dell’anno 2011”: in Italia lo si trova in catalogo per Officina Libraria, che quando pubblica per bambini inverte le iniziali, a segnare un giro di boa, e diventa LO editions.
E' un albo che non esito a definire perfetto: i vari registri narrativi si autoalimentano in maniera fluida concorrendo a riprodurre una dimensione che invita il lettore a perdersi tra le sue e le proprie fantasie: proiettive, di evasione, avventura, indipendenza, accudimento, libertà.
Come nella più tradizionale scenografia di racconti della quotidianità per l’infanzia, le avventure si sostanziano attraverso una relazione significativa con una figura accudente buona, un orso: chi sarà? Le brevi storie hanno origine nella casa, e nella cornice rassicurante del focolare domestico si concludono. Matilde, la protagonista, è una bambina e vive di cose piccole che rendono la sua giornata grande: la scelta di vestiti “all’altezza” di una gita in bicicletta, la tentazione di frugare tra le cose altrui, la richiesta di attenzioni attraverso minuziose descrizioni dei propri desideri, il desiderio di una piena attenzione, che le proprie forze non concedono di restituire con pari spirito di presenza. La qualità del linguaggio è molto alta: il ritmo della ripetizione che si modula di pagina in pagina si tramuta in spiazzamento con finali ironici. Un orso grande e grosso accoglie con benevolenza le tante minuziose richieste di una bambina, riconoscendone il bisogno intimo di provare fin dove può esprimersi il suo potere. Siamo ben lontani da atteggiamenti tirannici oggi frequenti che affondano nella fragilità di ruolo dell’adulto: dall’orso in questione ogni lettore si aspetta un’autorevole capacità di porre limiti agli eccessi della bambina. È evidente che dirige le danze curando il loro rapporto d’amore, come fosse un balletto, e lui il ballerino provetto che accetta di farsi pestare i piedi dall’allievo inesperto, per un pò. Un pò soltanto. Quanto basta per imparare a gestire il proprio equilibrio.Gli acquerelli esaltano la delicatezza di questa vicinanza sentimentale, forte di un’esperienza premiata con la prestigiosa medaglia Kate Greenaway per l’illustrazione.
Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 117)
Matilde e orso
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