Maionese, ketchup o latte di soia
Gaia Guasti; trad. di S. Rogai
Camelozampa, 2016, 112 p.
(Gli arcobaleni)
€ 9,90 ; Età: da 10 anni
Si parla molto di cibo e alimentazione in questa storia ironica, tenera, intelligente e attuale, ennesima perla della collana Gli arcobaleni dell'editore Camelozampa. Un piccolo libro agile e curato, prima uscita italiana per un'autrice che, fiorentina di nascita, vive e lavora in Francia e ha partecipato all'attenta traduzione.
La vicenda è quella di Noah, dodicenne io narrante, che vive con la madre, sola e fragile, in un caseggiato popolare e che, come molti suoi coetanei, si nutre di hamburger e merendine, e della sua amicizia con Élianor, la nuova e riservata compagna di classe. Noah ne è attratto, mentre gli altri la deridono e isolano dicendo che puzza, per via del suo odore in effetti diverso, frutto di un regime alimentare da cui sono drasticamente esclusi carne, latte e latticini. Ma si può diventare amici se anche soltanto una merenda insieme rischia di innescare scontri e incomprensioni? Le diverse scelte alimentari infatti sono anche risultato e indice di diverse condizioni sociali e culturali, e così Élianor, con i suoi miscugli di semi, la grande casa poco arredata e il padre scalzo e vestito di una tunica che pratica la meditazione, è in realtà una "principessa" agli occhi di Noah, che per la prima volta si vergogna del condominio in cui vive guardandolo con gli occhi dell'ombrosa ragazza.
Ma c'è un linguaggio universale possibile che crea ponti tra odori diversi, latte di soia e ketchup, grandi dimore e appartamenti in case popolari. Si può incontrare l'altro senza perdere noi stessi, convivere con chi mangia in modo diverso e addirittura scalfire la prepotenza di un bullo senza colpo ferire, far breccia nella cecità e sordità di un anziano solo – come accade in uno dei momenti più toccanti del libro – e anche incrinare la chiusura emotiva causata da un lutto doloroso ancora da elaborare. Un orizzonte tollerante e pacifico ci appare dunque percorribile. E anche noi, grati, ci illuminiamo allora come Ernest, il padre della protagonista, con il suo eterno sorriso radioso che Noah prende bonariamente in giro descrivendolo come "uno zampillio di gioia allo stato puro... il sole che sorge sull'oceano della stupidità umana e illumina l'avvenire di una promessa di pace fraterna". Un sorriso da imitare!
Antonella Lamberti
(da LiBeR 112)
Maionese, ketchup o latte di soia
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