Libri!
Murray McCain, ill. di John Alcorn; trad. di Marta Sironi
TopiPittori, 2012, p. 48
€ 15,00 ; Età: da 4 anni
Le saporite illustrazioni di John Alcorn e i suoi perfetti interventi grafici si sintonizzano a puntino col testo di McCain, succinto e insieme persuasivo, divertente e, nello stesso tempo, ricco di elementi conoscitivi su un tema – quello del libro – dotato di molteplici aspetti.
In apertura il libro, protagonista assoluto, viene presentato al lettore con un susseguirsi di domande inducenti: “Cos’è un libro? Fa rumore? Somiglia a qualcosa? Cosa sa fare? Ti parla? Cosa sembra? Se gli abbai, scappa? Da dove viene ? Ci sarà ancora la prossima settimana? O non ci sarà più?”domande accompagnate da ipotesi figurative di tipo umoristico.
Ma una grande mano sostenuta dall’alabarda di un deciso cavaliere si impone sulla pagina accanto e indica la scritta “Prima di tutto, gira la pagina”. Il lettore obbediente trova, via via che sfoglia, un succoso ritratto del libro. C’è il suo Fuori, il suo Dentro, il suo materiale costitutivo, il suo contenuto, espressi a parole ma, soprattutto, con immagini estrose e pienamente pertinenti pur nel loro piglio bizzarro.
Si veda, a esempio, un singolare personaggio in bilico sul pollice puntato di una grandissima mano: sta pescando con la lenza dentro una lunga lista dei temi più vari che un libro può offrirci: da maghi a cavoli a merenda, da bastian contrari a navicelle spaziali, da Topo Gigio a Leonardo, dai tre porcellini alle piramidi. Se le frizzanti invenzioni delle immagini incantano il lettore, il gioco delle parole proposte da McCain è una variegata e indovinata messinscena degli elementi fondamentali che si muovono nell’area del libro e sono il suo sangue. Si tratta delle parole: quelle allegre, quelle tristi, quelle divertenti, quelle che fanno riflettere… e questo vale anche per le lettere dell’alfabeto, per i punti, le virgole, i punti esclamativi, quelli interrogativi, tutti presentati con una precisa identità e ragion d’essere.
Sul finale ecco a piena pagina una capra antropomorfa. Nelle tre righe precedenti si legge : “Per le capre i libri si mangiano. Ma è risaputo che le capre non sanno leggere”. È una variazione su tema e rientra perfettamente nell’obiettivo che McCain e Alcorn si sono proposti: non solo divertire, ma anche insegnare a pensare.
Carla Poesio
(da LiBeR 98)
Libri!
Hits: 897
