King Kong
Anthony Browne (tratto dalla storia di Edgar Wallace e Merian C. Cooper); trad. di N. Giugliano
Donzelli, 2012, p. 92
(Album)
€ 19,50 ; Età: da 10 anni
Imperdibile come qualsiasi titolo di Anthony Browne, King Kong è la trasposizione in forma di albo illustrato del famoso film girato nel 1933 da Merian C. Cooper e da Ernest B. Schoedsack, indiscusso classico del cinema fantastico. Pubblicato in Inghilterra nel 1994, il libro testimonia il profondo fascino che la figura del gorilla esercita sul grande autore inglese. È infatti una costante presenza nella sua opera dal 1983, anno in cui apparve Gorilla (Emme edizioni), a oggi con Un gorilla: un libro per contare (Kalandraka, 2012).
La storia è nota, narra dell’amore di un gigantesco, primitivo gorilla per la bionda e inerme Ann Darrow, amore che lo rende vulnerabile e che lo condurrà, incatenato, dalla misteriosa Isola del Teschio dove regna selvaggio, verso la New York degli anni ’30. Qui, dopo aver scalato l’Empire State Building, troverà la morte colpito dai proiettili dei biplani in volo, in una suggestiva e impressionante scena finale. “Una versione surrealista di La Bella e la Bestia” l’ha definita Anthony Browne, e in ciò sta la chiave di lettura della storia. Il suo gorilla, dallo sguardo umanissimo, cade innamorato fin dal primo momento della bella Ann che qui ne sembra più turbata che terrorizzata. Continue sono le citazioni dalla pittura e dal cinema americano, e Anthony Browne si concede alcune libertà, come assegnare ad Ann il volto di Marilyn Monroe anziché quello di Fay Wray, sì che le illustrazioni, apparentemente fedeli al film, ne costituiscono in realtà una straordinaria reinterpretazione. Maestro della metamorfosi, l’autore assegna un significato surreale alle immagini tramite particolari che le trasformano.
Se il testo verbale, di per sé non particolarmente complesso, si presta alla lettura autonoma già intorno ai dieci anni di età, la densità delle citazioni figurative rende il libro fruibile soprattutto da parte di un pubblico adulto. La frase finale – “Oh no, non sono stati gli aerei… è stata la Bella a uccidere la Bestia”, è il commento all’ultima, piccola illustrazione: chi ha una qualche dimestichezza con il cinema riconoscerà tra la folla, alle spalle del regista e del poliziotto, il volto di Arthur Miller, ultimo marito di Marilyn…
Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 98)
King Kong
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