Lezione di pesca
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Lezione di pesca

Lezione di pesca
Heinrich Boll, ill. di Emile Bravo
Trad. di M. Foschini
Bao Publishing, 2013, p. 40
€ 11,00 ; Età: da 8 anni

Tre artisti di grande livello per una breve graphic novel: la storia è tratta da una raccolta di racconti del grande scrittore tedesco (Il nano e la bambola, Einaudi, 1997), è adattata per la sceneggiatura fumettistica da Bernard Friot ed è illustrata con tratto pulito e originale da un disegnatore francese da subito firma di pregio di questa recente casa editrice. Ironico a partire dal formato, che allude chiaramente a una scatola di sardine, il libro ci mostra l’incontro fra un modesto pescatore che sta schiacciando un pisolino nella sua barchetta dopo una giornata di buona pesca, e un rampante turista che lo sveglia con il rumore molesto dei suoi scatti fotografici. Biasimando il pescatore per tanta flemma, il turista cerca di istruirlo sui vantaggi del non perder tempo in pennichelle: c’è ancora il tempo per tornare al largo e riempire la barca di pesci per almeno quattro volte. E se tutti i giorni la pesca fosse così proficua, nel giro di pochi anni potrebbe accumulare ricchezze, comprarsi imbarcazioni sempre più grandi, aprire fabbriche e ristoranti di pesce; un successo meritato che potrebbe coronare godendosi i piaceri dell’ozio contemplativo. Cosa che, ribatte seccato il pescatore, stava giusto cercando di fare prima che il turista lo svegliasse!
La costruzione del paradosso è giocata sullo scarto fra la logica di un sistema di valori dato per scontato e la lapidaria, disarmante argomentazione di un punto di vista alternativo: nello stesso mare, con gli occhi del pescatore vediamo una fonte di onesto e soddisfacente sostentamento, con quelli del turista tutto un guizzare di pesci non pescati. Allenamento sempre utile, per adulti e bambini, quello di valutare le virtù da diversi punti di vista e di stimare quale abbia più senso. Scorre un rivolo di saggezza orientale e – che sia corretta o no l’attribuzione – viene in mente un famoso aforisma con il quale il Dalai Lama avrebbe espresso la sua sorpresa per gli uomini dell’Occidente, che “perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro”.

Fausto Boccati
(da LiBeR 101)