Il grande amico
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Il grande amico

Il grande amico
Henri Alain Fournier, ill. di Manuele Fior
Rizzoli, 2013, p. 61
€ 15,00 ; Età: dai 12 anni

Forse nessun altro illustratore avrebbe potuto interpretare al meglio lo spirito di quel magnifico libro che è Le Grand Meaulnes, titolo numero uno con cui Mondadori inaugurò coraggiosamente la storica collana Medusa, grazie a cui il meglio degli autori stranieri fu pubblicato per la prima volta in Italia aggirando l’ autarchia culturale del fascismo. Manuele Fior, pluripremiato fumettista e autore di splendide graphic novel, che di Meaulnes incarna autobiograficamente il “vagabondaggio” – ha vissuto in Egitto, Germania, Norvegia, Francia – e artisticamente la ricerca verso nuove sfide stilistiche, dà vita in poche tavole al mondo magico, simbolico e avventuroso di un romanzo pubblicato in Francia nel 1914 dove, come ha scritto Faeti, “l’adolescenza è raccontata dall’interno”.
Una storia, ambientata nella tranquilla Sainte-Agathe in Sologne alla fine del 1800, quasi basata sul niente, in cui la trama è dettata da un succedersi di “incantamenti”, prima di tutti quello del diciassettenne Augustin, detto Grand Meaulnes, che una notte si perde per approdare in una sorta di dimora-castello. Qui, a una festa di fidanzamento, conoscerà Yvonne, la ragazza di cui si innamorerà, dalla quale però si allontanerà per un patto di amicizia col di lei fratello, Franz, personaggio romantico e inquieto, sopravvissuto dopo un tentativo di suicidio, legato invece a Valentine. Raccontato in prima persona dal quindicenne Francois, affascinato più di tutti dall’ombroso Meaulnes e dal suo bisogno di stupore, il romanzo viene proposto da Rizzoli in un breve riadattamento (ben venga, se può accostare il lettore a un classico non semplice) curato da Serena Piazza.
Un buon equilibrio di asciuttezza narrativa e apertura più lirica tesse lo scenario su cui prendono vita gli acquarelli di Fior il quale, con grande abilità di giochi di luce e pochi tratti di china, crea suggestioni ed emozioni, silenzi e allusioni, per raccontare quel modo di sentire “adolescente” dove tutto è grandioso e insieme tragico, in cui l’esistenza ha sete di assoluti e di poesia.

Elena Baroncini
(da LiBeR 101)