Le regole raccontate ai bambini
Gherardo Colombo, Marina Morpurgo, ill. di Ilaria Faccioli
Feltrinelli, 2010, p. 128
(Kids)
€ 12,00 ; Età: da 8 anni
Ne Le regole raccontate ai bambini Gherardo Colombo, magistrato di spicco, e Marina Morpurgo, giornalista e scrittrice, più che parlare di ordinamenti giuridici, sistemi sociali, aggregati di diritti e doveri, cercano di raccontare come le “regole” non siano di per sé neutre, ma funzionali alla costruzione e al mantenimento di una data struttura sociale organizzata verticalmente o orizzontalmente. Quali sono le società verticali? Quelle del dominio dei più forti sui più deboli, dotate di strutture gerarchiche e dove vige il potere opaco della burocrazia. Le società orizzontali, invece, presuppongono un’eguaglianza sostanziale, ciascuno ha valore e dignità e tutti gli individui hanno qualcosa in comune. Le regole saranno ovviamente molto diverse in questi due tipi di società.
Pensato per un pubblico di bambini e ragazzi, l’approccio divulgativo adottato dai due autori funziona a meraviglia anche per un pubblico adulto perché ci consegna un metro di misura – società verticali o orizzontali – molto efficace nella sua semplicità e che consente di capire anche in quale direzione si stia muovendo una società; si incammina verso un di più di eguaglianza o sceglie di rafforzare il dirigismo di pochi?
Modernizzazione, liberalizzazione, meritocrazia, competitività, libero mercato sono termini spesso evocati per sostenere la bontà di certi provvedimenti. Ed ecco che la riforma della scuola si fa per modernizzare il paese, la deregulation nei luoghi di lavoro per rafforzare la competitività, le privatizzazioni in nome del libero mercato. E se invece usassimo un metro molto più semplice e diretto per valutare le decisioni della politica e dell’economia chiedendoci di volta in volta se “servono a costruire una società orizzontale o verticale”?
Un altro merito delle “regole” raccontate da Colombo e Morpurgo è quello di fornire una guida utile per interpretare l’attualità. Perché, a esempio, la concussione dei “potenti” è valutata con minor severità del reato di estorsione commesso dai comuni cittadini? E in cosa andrebbe aggiornata la nostra Costituzione? Non nei dispositivi relativi ai diritti fondamentali dell’individuo o nella parte che stabilisce la separazione dei poteri – suggeriscono gli autori – ma nell’ampliare quelle sfere di separazione di poteri sconosciuti ai nostri Padri Costituenti, sessant’anni fa, come il potere di chi, oggi, controlla l’informazione o la finanza.
Vichi De Marchi
(da LiBeR 90)
Le regole raccontate ai bambini
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