Le parole scappate
Arianna Papini
Coccole e Caccole, 2011, p. 52
€ 11,90 : Età: da 7 anni
L’autrice affronta con grande sensibilità, in questo piccolo ma commovente libro, l’Alzheimer, una malattia che fa impaurire per chi si sente trascinato in un vuoto senza fine e che rende impotenti familiari e amici perché la persona cara non li riconosce più.
La protagonista si definisce“una vecchietta rintronata”, che vorrebbe ricordare e invece galleggia in un mondo tutto suo in un silenzio profondo “senza immagini e senza memoria”. C’è un bambino in casa che la chiama nonna, ma lei non ricorda di avere un nipote e non si rende conto che è sua figlia la signora che piange. Mariadele capisce che il bambino è infelice, ma non le importa se incespica quando le racconta le storie. Il bambino, infatti, è dislessico ed è in cura da una logopedista. Non vorrebbe stare a scuola perché non riesce a comportarsi bene. Si sente simile alla nonna, chiuso in se stesso, e arrabbiato perché al contrario dei suoi genitori, bravissimi a scuola, lui ha solo parole scombinate negli occhi e nella testa. La nonna e altri vecchietti ammalati come lei sono ospitati in una libreria dove c’è allegria e musica, dove si disegna e si mangiano biscotti. Un giorno la mamma accompagna il figlio in questo luogo speciale e lo vede disegnare felice con la nonna. Il bambino ha anche l’opportunità di scoprire, e di farseli comperare, dei bellissimi albi illustrati per bambini grandi come lui, mentre a scuola è costretto a prendere in prestito quelli destinati ai più piccoli perché più facili da leggere. Disegnando con la nonna, le parole arrivano meglio al bambino e a scuola, quando gli danno un compito, fa un disegnino piccolo piccolo che lo fa diventare bravo. La felicità per l’anziana signora e per il nipote è rivivere sulla carta il mondo circostante “come se la loro via fosse una sola da percorrere insieme”.
Le illustrazioni essenziali, soffuse di quella originalità tipica di Arianna, sono un corollario efficace al libro che prende il lettore per il suo impatto emotivo non disgiunto da tocchi delicati di un umorismo che dà leggerezza alla vicenda profondamente umana.
Maria Letizia Meacci
(da LiBeR 93)
Le parole scappate
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