Piccolo stupido cuore
Kavier Laurent Petit
San Paolo, 2011, p. 112
€ 12,50 ; Età: da 10 anni
Sisanda ha nove anni, è malata di cuore e vive in un villaggio africano: nella capanna dormono per terra cinque persone, anche la sua mamma chiamata Swala (antilope) per la sua esigenza di correre ogni giorno lunghissime distanze a piedi nudi. Sisanda va a scuola accompagnata dallo zio che la porta sulle spalle. Una volta all’anno viene portata all’ospedale con una vecchia Land Rover. Ogni anno il medico controlla la sua salute: lo fa come può perché nel bel mezzo di un elettrocardiogramma scompare sempre la luce e il giudizio non può che essere approssimativo. È possibile far guarire questa giovane vita? Si, ci vorrebbe un intervento in un ospedale di un altro Paese: il costo supera come minimo il milione di Kel. La famiglia di Sisanda ha un reddito massimo di 500 Kel alla settimana.
La mamma di Sisanda viene in possesso di un vecchio giornale che si fa leggere dalla figlia. Ogni anno a Nairobi c’è una famosa maratona con premi incredibili: addirittura 1.500.000 Kel alla prima arrivata. Swala si fa leggere e rileggere l’articolo e alla fine decide: parteciperà alla maratona. Bisogna superare il primo ostacolo: l’iscrizione costa 500 Kel. Verrà venduta la pecora più grossa e tutto si avvia a una conclusione positiva. Purtroppo, a poche mesi dalla corsa, Swala viene morsa da uno scorpione e una gamba si gonfia per il veleno molto potente. Tutto appare perduto, ma la volontà dell’interessata che non può non salvare sua figlia, sarà in grado di recuperare questo terribile ostacolo.
La trama del romanzo, anche se importante e con molti momenti di suspence, è soltanto l’occasione per offrirci un breve romanzo di inatteso livello narrativo: asciutto, senza una parola di troppo e assenza totale di retorica. Il linguaggio della protagonista esercita una particolare suggestione come se, anziché subire soltanto il fascino delle parole, il lettore fosse trascinato dalla voce diretta di un meraviglioso griot che coinvolge con la forza che soltanto può avere un racconto orale di antica tradizione.
Roberto Denti
(da LiBeR 93)
Piccolo stupido cuore
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