La via del pepe
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La via del pepe

La via del pepe: finta fiaba africana per europei benpensanti
Massimo Carlotto, ill. di Alessandro Sanna
E/O, 2014, 41 p.
€ 9,50 ; da 7 anni

È incredibilmente bella signora nostra morte, ha tratti sinuosi, il suo corpo mostra un grembo bianco, vuoto.
Così l'ha immaginata per noi Alessandro Sanna; niente falce, nessun teschio a ricordare che, di lì a poco, le sembianze di chi l'incontra saranno trasformate.
Sembra quasi voler abbracciare il giovane Amal per proteggerlo e forse è proprio lo stesso abbraccio protettivo che si aspettano i tanti che si mettono in cammino dai villaggi africani per raggiungere l'Europa.
La via del pepe: finta fiaba africana per europei benpensanti, illustrato da Alessandro Sanna, è l'ultimo lavoro di Massimo Carlotto edito da e/o. Un racconto che non lascia nulla in sospeso, c'è tutto il coraggio di dire senza cercar scuse per quel che è.
Uno degli ultimi ragazzi tratti in salvo nel Mediterraneo, pensava di dover attraversare un fiume e invece si è trovato nell'inferno di un mare che non aveva mai visto.
Carlotto ha scelto di raccontare la storia di uno di questi ragazzi, mostrandoci però anche la complicità di chi resta a guardare.
Difronte a una politica che non riesce a trovare gli strumenti per affrontare la realtà, il rischio è quello di trasformare la realtà, rendendola più comoda, più rassicurante, mettendo il capello in testa a qualcuno che deve fermare il cammino dei poveri, senza chiedersi perché i poveri si mettono in cammino.
L'Africa è un continente di cui non sappiamo quasi nulla, e quel che si sa è scandito il più delle volte da epidemie, guerre e fame. Forse la prima colpa dell'uomo bianco è la sua ignoranza, e la nostra è un'epoca in cui difficilmente potremo accampare la scusa di non sapere.
Gli usurpatori brindano nella mia coppa/ogni banchetto un'ultima cena.
Sono i versi finali di Viaggio, lirica di Wole Soyinka, premio Nobel nigeriano.
Un viaggio che non si conclude mai per chi porta con sé la fame e la sconfitta di una terra che l'ha generato ma che non si è lasciata abitare.
E noi permeati come siamo da un'ideologia del pregiudizio le uniche risposte che siamo stati capaci di balbettare sono sempre e soltanto quei brindisi nelle coppe dei poveri.

Agata Diakoviez
(da LiBeR 106)