Giuseppe Festa
Salani, 2014, p. 201
€ 14,90 ; Età: da 7 anni
Giuseppe Festa mette in scena il gattopardo, il lupo cerviero di cui parlano le popolazioni appenniniche del passato, misterioso e sfuggente, che ancor oggi qualcuno crede di intravedere nelle regioni forestali più impervie.
Sulle sue tracce si muove il guardiaparco Sandro Di Ianni, venticinquenne scontroso e appassionato della natura, che finirà nei paesi scandinavi per apprendere i segreti di un grande fotografo. Nel contesto i volontari adolescenti, sventati ed entusiasti, alla scoperta della vita e delle prime libertà, in cerca di se stessi e della propria strada nel mondo; i colleghi, mossi ciascuno da motivazioni diverse, e i vecchi del mestiere, tra cui il suo maestro in pensione, colui che lo ha guidato nei primi approcci con il bosco e condivide i suoi segreti. Non manca l'ombra di un amore non confessato e conteso. E ancora, bracconieri, collezionisti senza scrupoli, pastori pressoché analfabeti e contadini impegnati sul territorio. Insomma un quadro complesso, che mostra quanto l'autore stia affinando le armi, un giallo in piena regola, divertente e pensoso, prudente e voglioso di traguardi, con un finale spiazzante.
Insolito nel panorama delle pubblicazioni contemporanee, radicato in esperienze dirette (Festa è un ambientalista preparato e convinto), il libro apre anche uno spiraglio sul mondo degli adolescenti di oggi, coinvolti in esperienze estive e impegnati più di quanto si creda. Ma soprattutto propone una visione del mondo non più antropocentrica, che restituisce agli animali la propria meravigliosa unicità e lo spazio di cui generalmente sono stati privati, nella realtà e nell'immaginario.
Se ha un difetto, Festa, è quello di esprimere meglio le vibrazioni della natura di quanto non riesca a rendere il groviglio di stati d'animo umani, nel senso che qui dispone di un numero minore di parole di quante ne abbia per un mondo che lo stupisce e lo cattura ogni giorno. Ma sono tante le frecce al suo arco: la musica (è cantante e autore del gruppo Lingalada), la macchina da presa (è autore di documentari naturalistici per la Rai), la scrittura, le scienze naturali, la percezione del mondo che cambia, la voglia di coinvolgere i giovani.
Teresa Buongiorno
(da LiBeR 104)
L'ombra del gattopardo
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