La mia vita da zucchina
Gilles Paris; trad. di P. Lanterna
Piemme, 2016, 236 p.
(Il battello a vapore. One shot)
€ 16,00 ; Età: da 12 anni
Icaro, soprannominato Zucchina, vive con la mamma che è infelice e passa le giornate davanti alla televisione o a bere per dimenticare i propri guai. Questo da quando il marito se n’è andato di casa con un’altra donna. Purtroppo quando beve la mamma diventa aggressiva e manesca e a farne le spese è il piccolo Icaro.
Un giorno Zucchina trova una pistola in camera della mamma ed esce in giardino con l’intenzione di uccidere il cielo, perché secondo la mamma ha delle “schifose nubi che pisciano solo infelicità”. Dopo aver sbraitato contro il cielo, di solito la mamma picchia il figlio senza motivo. Per questa ragione Icaro pensa che il cielo e le botte vadano di coppia e che sia necessario levare di mezzo il cielo. Purtroppo il colpo che parte dalla pistola incidentalmente colpisce la mamma di Zucchina e la uccide. Raymond, il poliziotto che interviene sul luogo del fattaccio, spiega a uno Zucchina confuso e scioccato, che la mamma sarà sempre nel suo cuore, ma che ora è andata via e quindi Icaro dovrà continuare la sua vita in una casa dove abitano altri bambini come lui. Nonostante l’inizio drammatico e le difficoltà che Icaro è costretto a fronteggiare, il libro termina in maniera serena: Zucchina e l’amica Camille, di cui Icaro si è innamorato, saranno adottati da Raymond e cominceranno una vita nuova.
L’abbandono, il lutto, la solitudine, la vita in comunità, l’ansia che genera il desiderio di essere adottati, sono temi delicatissimi che si susseguono nel romanzo narrato in prima persona dalla voce ingenua e capace di intenerire di Zucchina.
All’Istituto a cui è stato destinato, Icaro scopre che altri bambini hanno avuto momenti difficili, ma capisce anche che la vita, quando meno uno se l’aspetta, può offrire doni immensi. Senza essere demagogico, quindi, Gilles Paris racconta il mondo visto dagli occhi di un bambino.
Dal libro è stato tratto un film d’animazione, lieve e poetico, uscito nel 2016, in cui il regista Claude Barras, ha dato il ruolo di personaggi a dei meravigliosi pupazzi dai grandi occhi colmi di stupore, che si posano sugli spettatori in modo irresistibile. Il film ha vinto il Premio del Pubblico al Festival Internazionale di Annecy 2016.
Tiziana Merani
(da LiBeR 114)
La mia vita da zucchina
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