La luna è dei lupi
Featured

La luna è dei lupi

La luna è dei lupi
Giuseppe Festa
Salani, 2016, 251 p.
€ 14,90 ; Età da 10 anni

Lo scenario abbandona le primavere e gli inverni del paesaggio del parco nazionale d’Abruzzo e si sposta in altre contrade, comunque affini a quelle dei romanzi precedenti dell’autore, L'ombra del gattopardo e Il passaggio dell'orso. I lupi si incontrano sui Monti Sibillini ed è lì che li attende al passo Giuseppe Festa, studioso sul campo dei comportamenti degli animali selvatici, per narrare questa nuova storia.
L’intento, non dissimulato, mira a sfatare la leggenda del lupo cattivo, i pregiudizi che circondano l’intelligente e orgoglioso animale, che organizza la propria vita in società ordinate, governate da leggi, che rispetta il territorio d’altri e non sconfina se non per superiore necessità, quando la sopravvivenza del branco è messa in pericolo. Ciò che realmente succede in natura è riportato nelle pagine del romanzo con licenza poetica, uno spazio concesso all’immaginazione, che va oltre, ipotizza, proietta l’uomo nell’animale, moltiplicando suggestivamente l’effetto della vita del lupo. Dalla parte dei lupi, per un gran tratto del romanzo, esclusivamente dalla parte dei lupi, prende forma quell’odissea che condurrà il lupo protagonista, dopo tante traversie, perdite, dolori, arrabbiati combattimenti ma anche gioia nell’amore e nella paternità, a ricongiungersi con le sue radici così fragili, così discusse da un carattere non incline all’indole del capobranco, del quale pure dovrà ricoprire il ruolo per senso di responsabilità.
La natura ha sempre grande respiro nelle notazioni d’ambiente dell’autore, poetiche, innamorate, ovunque il suo sguardo si sporga, critiche, invece, quando si posano sulle violazioni che compie l’uomo. La natura, che è “Madre” nella visione del mondo dei lupi ed è anche “matrigna”, perché indifferente alle loro vicende, provvidenzialmente ha generato la luna, ed è alla luna che si rivolgono i lupi, supplici e confidenti. Il romanzo si sposta poi dalla parte dell’uomo, consentendogli spazio, aprendo a una storia che va a intrecciarsi con la storia dei lupi. Proteggere, prendersi cura dell’animale, salvarlo e restituirlo alla sua libertà passa allora attraverso legami di forte identificazione che, in una inversione di corso, proietta il lupo, questa volta, nel cuore dell’uomo.

Rosella Picech
(da LiBeR 111)