Favole di campagna
Ermanno Detti, ill. di Roberto Innocenti
Gallucci, 2015, 58 p.
€ 18,00 ; Età da 6 anni
Nel 2010 la Casa Prìncipi e Princìpi pubblicò una cartella di magnifiche illustrazioni di Roberto Innocenti dal titolo I fienili. Si poteva trovare a prima vista in quella ricchezza figurativa una dimensione autobiografica, e tra coloro che ne avvertirono la portata, soprattutto nella serie dei fienili rurali, c’era Ermanno Detti.
Egli capì subito che non si trattava certo di non luoghi ma, invece, di un universo figurativo ricco di significati. Sentì il bisogno di far vivere dei personaggi tra quelle composizioni architettoniche fatte di mattoni, lastre, coppi, sassi: personaggi umani e anche vari personaggi animali.
Nella prima favola passa dunque un viandante pisano che chiede quale sia la strada giusta per Pisa e dal capoccia d’una casa lì accanto, come sommaria risposta, gli viene suggerito di seguire l’indicazione di un cartello fissato su un muro vicino, con un nome purtroppo illeggibile per il viandante analfabeta. Una seconda favola è anch’essa illustrata da un vasto muro che ha, pari terra, larghe aperture rettangolari: sono coperte da reti di mattoni di un caldo color rosso in piacevole sfumatura col tetto sovrastante di un rosso più consumato dal tempo. All’interno del muro si svolge il primo atto della storia di due capretti senza mamma terribilmente infreddoliti. Un buttero di passaggio riuscirà a salvarli a suo rischio e pericolo.
Nelle immagini di queste due favole e in tutte le seguenti l’intervento armonioso della natura è evidente nel figurare di alberi di un verde sempre vario, di erba punteggiata da fiori, di piante rampicanti dotate di un effetto decorativo tanto efficace quanto spontaneo e immediato. L’instancabile varietà della disposizione dei mattoni, còlta con gran gusto da Innocenti, si fonde con la chiarezza, la tonalità, la verità delle favole di Detti. L’azione, sempre ben motivata in ogni trama, si avvale di attori con perfetta tenuta scenica, specialmente gli animali, da maggiolini e grilli fino al bue e all’asino che chiudono il libro con quieta atmosfera natalizia e una composta, seria eco di guerre, di violenze e di profughi d’oggi.
Carla Poesio
(da LiBeR 111)
Favole di campagna
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