La bottiglia magica
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La bottiglia magica

La bottiglia magica
Stefano Benni
Ill. di Luca Ralli e Tambe
Lizard, 2016, 224 p.
(Varia)
€ 18,00 ; Età: da 12 anni

Con questa nuova storia, magnificamente illustrata da Luca Ralli e Tambe, Stefano Benni ci trasporta nel suo mondo caleidoscopico per raccontare il rocambolesco percorso di formazione di due adolescenti alle prese con le storture della società contemporanea. Il risultato è una parodia arguta e gustosa che omaggia l’immaginario di Pinocchio e di Alice nel Paese delle Meraviglie.
I due protagonisti, Alina e Pin, vivono in due mondi molto diversi. Alina, ragazzina intelligente e fantasiosa abita “Diladalmar” ed è prigioniera dello spaventoso collegio high-tech di Villa Hapatia dove deve essere rieducata per imparare “a vivere, obbedire e avere un posto nella società”. Dall’altra parte del mare, nel “Diquadanoy”, vive Pin, genuino ragazzo di strada che sogna di diventare ricco per regalare a babbo Jep una vecchiaia agiata. I loro mondi entrano in contatto quando Pin si imbatte nella richiesta d’aiuto di Alina, affidata al fiume attraverso il classico messaggio nella bottiglia, che nasconde un sorprendente potere.
Seguiamo quindi Pin in un viaggio ricco di speranza verso il mitico mondo “Diladalmar”, che il ragazzo si figura come il Paese del Bengodi; un viaggio che è anche il racconto del doloroso distacco dagli affetti che ogni partenza si lascia alle spalle e delle insidie che costellano ogni avventura, tra scafisti senza scrupoli dalle sembianze di un gatto e una volpe e carabinieri robotici. Alina, da parte sua, non ci sta ad aspettare l’arrivo del suo maldestro salvatore e si addentra negli oscuri sotterranei del collegio in compagnia di Mouse, un web-gatto capace di connettersi con altri mondi.
Le avventure di Alina e Pin sono un inno alla libertà e al diritto di scegliere la propria strada, anche se a volte, come dice Alina “si perde il sentiero e allora non si sa perché ma si va a destra o a sinistra o a capofitto o a rinculo o a zigozago. Si procede spaventati ma allegri… perché quella è la tua strada e l’hai scelta”. Due percorsi paralleli di paura e meraviglia che sono, prima di tutto, un viaggio dentro i confini della propria mente, oltre quella porta chiusa che occorre spalancare per guardare in faccia i propri mostri e diventare grandi, perché in fondo questo mostro “quasi mai è brutto come lo pensavi”.

Isabella Del Monte
(da LiBeR 113)