L’ultimo dei briganti
Featured

L’ultimo dei briganti

L’ultimo dei briganti
Ermanno Detti
Sonda, 2014, p. 142
(Idrogeno)
€ 14,00 ; Età: da 13 anni

Siamo in Maremma alla fine dell’Ottocento. In una casa posta su una collinetta un po’ isolata dai villaggi e poderi vicini abitano Vanni, un quindicenne, con la madre Bella. Suo padre, Riccio, è l’ultimo brigante di una terra dove i briganti sono stati assai frequenti. La nota storica posta alla fine del romanzo spiega agevolmente la differenza tra il brigantaggio di Maremma e quello del l’Italia del Sud. Riccio è un brigante che ha saputo largamente guadagnarsi il rispetto e anche l’affetto del popolo maremmano. Detti ne ha fatto un personaggio con un suo codice d’onore, diverso dagli altri briganti, senza però cadere in un ambito di leggenda ornato di retorica. Negli alti e bassi della vita di Riccio, lontano da casa, costretto a nascondersi nei forteti, il rapporto con il figlio è complesso e di toni diversi, talvolta quasi opposti nel tempo: un vero amore da parte di Vanni, prontissimo ad aiutare questo padre che spesso sembra allontanarlo, avvezzo com’è a salvarsi per conto proprio senza far correre rischi agli altri.
Tra le pagine più belle del romanzo segnaliamo quelle del veglione popolare di Capodanno 1900 che si svolge in una locanda sovraffollata dagli abitanti dei villaggi. Durante la musica di un’orchestrina e le danze tra i convenuti compare Riccio e nello sconcerto e nel silenzio generale annunzia che lascerà la Maremma. Un brigante al nascere del Novecento, dichiara, non è più utile a nessuno. All’apparire improvviso di due soldati Riccio fa l’atto di consegnarsi a loro senza opposizione, ma l’orchestrina attacca a suonare a tutto volume, la gente scoppia in un boato di grida e con il suo agitarsi protegge Riccio e lo spinge verso l’uscita dalla locanda. Segue un silenzio assoluto: solo in lontananza si sente il rumore degli zoccoli di un cavallo al galoppo. Dopo questo episodio pieno di impeti di solidarietà toccante la prosecuzione e la chiusura del romanzo si svolgono con un ritmo pacato e una conclusione coerente e plausibile, efficacemente centrata sull’attesa di un futuro che nessuno sa prevedere.

Carla Poesio
(da LiBeR 103)