La vera storia del mostro Billy Dean
Featured

La vera storia del mostro Billy Dean

La vera storia del mostro Billy Dean
David Almond; trad. di G. Calza
Salani, 2014, p. 272
€ 13,90 ; Età: da 14 anni

Misterioso, crudo, trascinante, visionario: è il minimo che ci si possa aspettare da un romanzo di David Almond. A queste attese ci allena da anni, spiazzandoci ogni volta oltre ogni previsione; lo aspettiamo al varco e già sappiamo che lui, puntualmente, ci sorprenderà alle spalle. Di certo travolge e spiazza la storia di Billy Dean, nato dall’unione peccaminosa fra un pastore di anime e una modesta parrucchiera di paese e per questo segregato fino ai tredici anni in un appartamento, come un vergognoso mostro da nascondere.
Quando la prigione domestica gli si dischiude, quello che ha di fronte è un paesaggio polveroso, martoriato dalla follia distruttiva di una terribile guerra iniziata proprio il giorno della sua nascita. Distanze e attese del tutto reciproche si sono accumulate fra lui e il mondo, ed egli appare alla sua comunità come l’innocente che porta i segni di una santità redentrice, l’Angelo Bambino in grado di far comunicare i vivi con le anime dolenti degli estinti, in estenuanti sedute spiritiche.
Posseduto dagli spiriti dei morti, tormentato dagli spettri che si agitano nella coscienza dei vivi, estasiato dalle bellezze del mondo, tutto per lui vibra di richiami e misteri. Persone, oggetti, animali: lo sguardo dell’Angelo Bambino trasforma ogni creatura in frammento di verità da sottrarre con la forza della parola alla decomposizione dei sensi e della memoria: “somigliano a strani linguaggi scritti sulla superficie del mondo”. Tutto è da decifrare e le parole stesse, costrette in un disordine ortografico che è l’unica forma di scrittura che Billy ha saputo elaborare negli anni di reclusione, immergono il lettore in uno spaesamento linguistico, lo coinvolgono attivamente in uno sforzo di ricomposizione dei significati. Un’esperienza letteraria e umana assolutamente adatta, anzi raccomandata, a giovani-coraggiosi-adulti che non hanno timore di fermarsi a riflette su religione, spiritualità e fini ultimi dell’esistenza. Senza il minimo sconto alla complessità delle domande e alla parzialità delle risposte, in un finale esistenzialista nel quale lo sguardo smarrito di Billy verso la luce porta già in sé la lucida consapevolezza del limite umano.

Fausto Boccati
(da LiBeR 103)