Tutino e la pozzanghera
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Tutino e la pozzanghera

Tutino e la pozzanghera
Lorenzo Clerici, Silvia Borando
Minibombo, 2014, p. 32
€ 9,90 ; Età: da 2 anni

Costituita da giovani artisti impegnati anche sul campo della grafica, tutti i libri finora pubblicati dalla editrice Minibombo si immettono sulla scia della migliore tradizione della letteratura per l’infanzia destinata ai piccolissimi. Sono libri semplici, fantasiosi e sorprendenti. Misurati con intelligenza sulle competenze dei piccoli, propongono una grafica lineare e pulita. Gli ultimi due titoli (Tutino e la pozzanghera, Tutino e l’albero) fanno presagire una serie che vede protagonista Tutino, un bambino di circa 2 anni che guarda al mondo con curiosità e allegria.
La storia rispetta uno schema fondamentale: inizio, svolgimento, fine – struttura semplice ma essenziale per i piccoli lettori, per familiarizzare con le narrazioni. La storia ha inizio nella pagina di destra, eliminando senza indugi risguardi e frontespizi: “Oggi vado a zonzo”. L’uso della prima persona favorisce il coinvolgimento del lettore, la sensazione di trovarsi lì, di essere lui stesso a inoltrarsi in un mondo tutto da esplorare. Pagina dopo pagina si dipana l’avventura, secondo chiare azioni ricavate dal vissuto di un bambino: Tutino va a passeggio, trova una pozzanghera, ci si specchia, ci salta dentro, vi getta diversi oggetti. All’improvviso alcune misteriose forme emergono dalla pozzanghera, e solo alla fine scopriamo essere ranocchi.
Gli autori adottano qui un sapiente artificio narrativo che consiste nel riservare al lettore, per quanto piccolo, il piacere della sorpresa: “Sento un balzo. Balzo. Balzo” e “Dei ranocchi, che bellezza!”.
La lingua gioca con il ritmo, seduce con parole inusuali, secondo un uso ricco e non banale del linguaggio e senza mai dimenticare la regola d’oro: le frasi non devono essere complesse, ogni pagina deve contenere una sola azione.
Dunque, ci hanno conquistato completamente questo libro e questo autore. Non possiamo che sottolineare l’eleganza della lingua e della grafica, la dimensione ludica delle frasi, il nitore della composizione. E notiamo infine come tutto l’insieme esalti il carattere visivo del libro, in linea con le tendenze attuali della comunicazione. Non è un caso infatti che alcune delle produzioni di questa casa editrice abbiano un corrispondente in App destinate ai “nativi digitali”.

Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 103)