L’ultima profezia del mondo degli uomini
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L’ultima profezia del mondo degli uomini

L’ultima profezia del mondo degli uomini
Silvana De Mari
Fanucci, 2010, p. 606
(Collezione immaginario fantasy)
€ 20,00 ; Età: 13 e oltre

Questo volume, che conclude la saga iniziata con L’ultimo elfo, può essere letto senza conoscere i precedenti episodi in quanto nomi, genealogie, vicende, intrecci vengono di continuo ricordati, anche solo per cenni. È consigliabile, però, una lettura senza pause, per non perdere non tanto il filo del racconto, quanto il ritmo e soprattutto il fluire della narrazione, perché si tratta proprio di un “romanzo-fiume”, come quelli ottocenteschi alla Hugo e Dickens e oggi i fantasy della Rowling e i gialli di Larsson.
Il fantasy, anche secondo la teorizzazione di De Mari nel saggio Il drago come realtà (Salani, 2007), è la forma epica, etica e civile più appropriata per dire la verità su noi stessi e la realtà in cui viviamo inventando storie e raccontando finzioni (“bugie” le chiama S. King). Adesso misteri ed enigmi si svelano, i fili si sgarbugliano. Simbolo e sintesi di questo immenso crogiolo di storie è una trottola, giocattolo di bambini che conserva tracce di magia elfica e che a ogni giro disegna spirali che si allargano sempre più, includendo e fondendo nuovi popoli ed energie vitali: l’aria degli Elfi, l’acqua degli Uomini, la terra dei Nani, il fuoco degli Orchi. Insieme creeranno l’ultima profezia che grazie alla virtù della compassione saprà pacificare e unificare anche i feroci e immondi Yurdioni, aggressori e aggrediti, carnefici e vittime.
De Mari tocca i temi a lei più cari con una scrittura epica tanto più tersa quanto più brutale è la materia. E cioè: la necessità dell’incontro e intreccio tra diversi; l’eticità della ribellione a intolleranze, violenze e ingiustizie; la forza delle storie che creano cultura e civilizzazione, promuovono il pensiero, ingentiliscono i costumi, avvicinano uomini e popoli, liberano schiavi e donne, fanno di queste una forza di liberazione a sé e agli altri, siano esse regine o streghe o popolane (o tutto insieme). Come nel cimitero di Spoon River oggi tutti dormono sulla collina: Yorsh l’ultimo Re Elfo, Rankstrail il Capitano dei mercenari che si fece Re degli Uomini e poi Imperatore degli Orchi, Arduin che unificò Regno e Impero, il soldatino Skardrail che trovò e salvò il Capitano, lo Speziale che per primo usò la polvere da sparo, regine streghe e guerriere, donne e bambine, eroi e contadini.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 90)