Gli uccelli
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Gli uccelli

Gli uccelli
Germano Zullo, ill. di Albertine
Topipittori, 2010, p. 72
€ 15,00 ; Età: da 3 anni

Cosa ci fa un camion rosso in un deserto e, per di più, con i pneumatici rosa? Trasporta un sogno. Ma, questo, lo si capisce alla fine del libro.
Gli uccelli è approdato in Italia un po’ per caso, quando i Topipittori, ovvero Giovanna Zoboli e Paolo Canton, al Bookfair del 2010 lo scorsero sul tavolo dell’editore ginevrino Joie de lire che non l’aveva inserito tra i libri da proporre al mercato italiano. Un colpo d’occhio e la decisione immediata per l’acquisizione dei diritti. Stessa folgorazione che colpisce il lettore.
Questa storia semplice, adatta a tutti, e che senza retorica ci trasmette il senso della straordinarietà dell’esistenza, attraverso l’empatia tra gli esseri e l’importanza delle piccole cose, è firmata dagli svizzeri Germano Zullo e Albertine. Attivi anche nel mondo dell’animazione, realizzano questo album quadrato – che ha illustrazioni su doppia pagina a gouache, pittura e acqua con ombreggiature a matita – con uno stile che ricorda lo storyboard cinematografico, cioè con diverse inquadrature dei soggetti che danno subito un’idea di movimento. Pochissime didascalie: “Certi giorni sono diversi” recita la prima che si innesta sulla trama pittorica come una voce fuori campo e che funge da “ponte” su quel dirupo innanzi al quale si è fermato il camion. L’uomo apre il portellone e libera uno stormo di variopintissimi uccelli dove si palesano i riferimenti figurativi di Albertine: le forme primitive di Mirò, i tratti infantili di Saul Steinberg, i colori accesi di Klee. L’uomo, malinconico, li vede andar via. Poi si accorge di due occhietti che all’interno del camion bucano il buio: un uccellino nero, il “dettaglio minuscolo”, rimasto indietro. Il camionista condivide con lui il suo pranzo e lo spinge a volare: la sua figura ripetuta in sequenza crea un effetto a lanterna magica e di accelerazione e spinge il lettore ancora di più dentro questa storia che, con grazia e ironia, diverte e incanta per le molteplici possibilità di lettura e i rimandi simbolici. L’uccellino infine ritrova lo stormo che inaspettatamente fa dietro front e raggiunge l’omino sulla via del ritorno. Sostenuto dalle zampe degli uccelli l’uomo, prima goffamente, poi a braccia ben distese, vola: la condivisone, la gratitudine, e soprattutto il valore dei “dettagli”, permettono di innalzarci sopra l’aridità del mondo.

Elena Baroncini
(da LiBeR 90)