L’ombra di Amadeus
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L’ombra di Amadeus

L’ombra di Amadeus
Pierdomenico Baccalario
Ill. di Matteo Piana
Piemme, 2013, p. 328
€ 16,00 ; Età: da 10 anni

Tra giallo e avventura, quattro personaggi realmente esistiti: Wolfang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Alexandre Dumas, Napoleone. Una prova “estrema”, per un autore legato al fantasy, dove sarebbe facilissimo non entrare nel registro giusto creando un ibrido dai riferimenti culturali di nicchia. Invece lo scrittore pseudonimo di Ulysses Moore e Jeremy Belpois realizza in pieno la sua poetica dello scrivere per ragazzi per cui, come più volte dichiarato, occorrono “una certa dose di magia e leggerezza di scrittura, ossia la capacità di dire in poche e semplici parole cose importanti”. E se qualche musicofilo arriccerà il naso nello scoprire Mozart nei panni di Fra Sarastro – in incognito a Bologna per sfuggire alla setta della Sfinge – guida del giovane Rossini, che non ama Bach e mal sopporta il suo maestro ufficiale, il pedante Padre Prinetti, il lettore non può non farsi travolgere da un’avventura dal ritmo serrato, dove la scrittura non è mai sacrificata alla “velocità” ma riesce anzi, in un curatissimo equilibrio tra dialoghi e parti discorsive, a dire molto di più della storia stessa.
Mozart, con l’aiuto degli adepti della Sfinge, a un veleno e al suo antidoto, simula, il 5 dicembre 1791, la propria morte per eludere i pressanti creditori. La sua scatola egizia, “lo Scrigno dell’Immortalità”, con il famoso Requiem completato e troppo bello per essere consegnato – motivo per cui la Sfinge gli si rivolterà contro – passerà di mano in mano: da Rossini a Thomas Dumas, il Diavolo Nero, generale mulatto in conflitto con Napoleone, al di lui figlio, lo scrittore Alexandre, per tornare a Justus, voce narrante del libro, accanito lettore e becchino centenario, con il quale la vicenda inizia circa un secolo prima, che lo donerà infine alla nipote Alice Guy Blanche, prima donna regista della storia.
Un continuo passaggio di testimone, una scatola contenente di volta in volta spartiti, manoscritti, pellicole fotografiche, che rappresenta la realizzazione dei propri sogni: forse proprio l’umana risposta all’Immortalità.

Elena Baroncini
(da LiBeR 103)