Il paese di Juan
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Il paese di Juan

Il paese di Juan
Maria Teresa Andruetto
Ill. di Gabriel Hernandez
Trad. di I. Carmignani
Mondadori, 2014, p. 60
(Oscar Junior)
€ 8,00 ; Età: da 7 anni

La siccità, i governi e i ladri di bestiame strappano Juan e la sua famiglia da una vita contadina, decorosa ma sempre più povera, e accendono in loro il miraggio della grande città, con le sue promesse di benessere e lavoro. Anche Anarina e sua madre, che filavano lana e vendevano vestiti in città, rimangono sole e senza un soldo e si ritrovano a dormire sotto i ponti; anche loro per colpa dei cattivi governi, e dei ladri. Juan e Anarina arrivano a Villa Cartòn, dove approdano i disperati da tutti gli angoli del Paese, e qui sopravvivono diventando cartoneros: separano i cartoni sani da quelli sciupati e rovistano nei bidoni della spazzatura, in cerca di qualcosa da vendere. Qui si conoscono, si promettono amore, lui sperimenta la lotta sindacale e la repressione del potere, fuggono infine da quella miseria e ritornano al Nord, “dove ci sono fichi d’India, alberi di mistol e montagne azzurre”: una vita umile e faticosa, ma finalmente libera come l’aria.
Un breve racconto dal sapore di fiaba, condotto con la cadenza della ballata, con i suoi ritornelli e le sue insistenze metriche. Universale e particolare: se da una parte riconosciamo i tratti dell’apologo sulla dignità umana, l’importanza delle radici, il degrado a cui la miseria piega le persone mettendo la loro vita nelle mani di altri, la sua sostanza è anche profondamente intrisa della cultura argentina, con le sue specifiche tradizioni e i suoi precisi disagi sociali: lo sfruttamento del lavoro e dell’indigenza, le bidonvilles, la corruzione, la violenza delle istituzioni, l’ignoranza diffusa.
Del 2003 è la prima pubblicazione di questo racconto di Andruetto, poliedrica scrittrice, poetessa e saggista argentina, vincitrice del Premio Internazionale Andersen nel 2012, ma da noi ben poco tradotta. Un importante saggio (Per una letteratura senza aggettivi, Equilibri) a cura di Gabriela Zucchini ci permette di conoscere l’autrice per gli studi e le riflessioni sulla letteratura per l’infanzia. Il suo pensiero è un contributo originale, condotto con limpidezza e passione. E ha l’impronta di un autentico impegno civile: un valore universale che sicuramente le deriva dal vivere in quel particolare paese.

Fausto Boccati
(da LiBeR 103)