L’isola del nonno
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L’isola del nonno

L’isola del nonno
Benji Davies; trad. di A. Roveda
EDT-Giralangolo, 2016, 36 p.
€ 15,00 ; Età: da 5 anni

L'isola del nonno è un racconto delicato e poetico che ha la meglio sul pericolo, incombente in molti libri, di voler spiegare compiutamente tutto: il lettore, infatti, può anche impiegare più del tempo per capire in quale giardino meraviglioso abbia deciso di trattenersi il nonno.
Dei due protagonisti viene presentato solo il nome del bambino, Syd, il “nonno” invece è un archetipo: limitare (vive nella sua casetta in fondo al giardino della famiglia), sempre raggiungibile (lascia la chiave sotto al vaso di fiori perché Syd possa entrare ogni volta che lo desidera), con un passato affascinante e mai completamente svelato (la soffitta è un retropalco teatrale, custode di cassette e cassettoni pieni di oggetti sconosciuti e cose bizzarre), capace di un'ottima regia educativa (invita il nipote ad aprire una misteriosa porta, ponendosi vicino a lui, senza rubargli il protagonismo), e infine guida sicura nel grande viaggio che li porta nello sconfinato mare delle cose incontrollabili (un diverso viaggio verso la complessità di quel mondo parzialmente oscuro e sfuggevole in parte rappresentato, sotto un diverso aspetto, in Where the wild things are?). Dopo un lungo viaggio reso dolce dalla padronanza del nonno nel governo della nave, Syd avvista la terra, Syd offre al nonno il bastone, Syd lo aiuta a rimettere in ordine una vecchia baracca e, insieme, esplorano l'isola in lungo e in largo (per mesi e mesi?) scoprendo insieme nuove meraviglie. Finquando Syd avverte che si avvicina l'ora di rientrare e il nonno gli comunica la sua idea di restare lì, lui solo. Nell'abbraccio un saluto avvertito da entrambi come naturale, seppur foriero di grande nostalgia, un saluto condiviso con tutti coloro che si uniscono al momento.
Syd riporta da solo la nave a casa, ma non è solo, poiché la vita condivisa con l'amato nonno è parte di lui e le persone amate tornano anche a distanza di tempo attraverso ricordi, oggetti, pensieri, lettere.
La porta segreta che Syd varca insieme al nonno è paradigmatica: il viaggio tra la vita e la morte è un'attraversata che solo in parte si può condividere, in parte resta una personale domanda aperta.

Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 114)