Il trio della Dama Nera: Sherlock, Lupin & io
Irene Adler
Piemme, 2011, p. 259
(Il battello a vapore. One shot)
€ 16,00 ; Età: da 9 anni
È un libro che si sfoglia buccia dopo buccia, come una cipolla o un carciofo. A cominciare dal colophon: progetto di Baccalario, storia di Alessandro Gatti, tratto dalle corrispondenze di Irene Adler. È chiaro che si tratta della factory degli Immergenti di cui ha parlato Fiori su Repubblica del 15 luglio. Chi è Irene Adler? Tolta la seconda buccia troviamo l’unico personaggio femminile di un certo peso in un racconto di Conan Doyle (nelle Avventure di Sherlock Holmes). Siamo entro un gioco meta-narrativo: noti personaggi letterari come Sherlock Holmes e Arsenio Lupin ricompaiono per mano di un altro autore in altro contesto, in età giovanile, come in un prequel.
E veniamo al Trio della Dama Nera: storia d’amicizia e maturazione dei tre adolescenti summenzionati; d’indagine su un morto apparente suicida ma in realtà ucciso e sul furto di una collana di diamanti; d’avventure molto movimentate che spingono la detection verso l’hard-boiled ma in versione misurata per ragazzi; d’infiltrazioni criminali italiane in Francia, quasi anticipando ’ndrangheta/camorra/mafia. Si aggiungono un simpatico effetto feuilleton (piccoli segreti familiari, intrighi e intrecci) e qualche prurito proto-femminista con la dodicenne intelligente, curiosa, anticonformista, che non si rassegna al ruolo subordinato che la società del tempo assegna alla donna. Siamo a Saint-Malo, ridente cittadina di vacanze sul mare della buona borghesia nel 1870.
Anche gli altri due membri del trio anticipano caratteri e doti che apprezzeremo nei romanzi della maturità. Da subito il giovane Sherlock inizia a esaminare e dedurre dai dettagli, mentre Lupin si rivela acrobata spericolato. Alla fine naturalmente tutte le tessere del mosaico vanno al loro posto e tutti i misteri vengono risolti. Resta aperto quello della “vera madre” di Irene (citato di sfuggita), che prelude ad altre puntate della serie Sherlock, Lupin & Io, che fin dal primo capitolo offre una lettura piacevole, costruita con mestiere, con linguaggio scorrevole ma non banale né sciatto, in grado di appassionare i lettori interessati a sapere come cresceranno – attraverso quali avventure e prove – i due storici protagonisti del romanzo poliziesco.
Fernando Rotondo
(da LiBeR 94)
Il trio della Dama Nera: Sherlock, Lupin & io
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