Il topo sognatore e altri animali di paese
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Il topo sognatore e altri animali di paese

Il topo sognatore e altri animali di paese
Franco Arminio, ill. di Simone Massi; introduzione di M. De Nardo
Rrose Sélavy, 2013, p. 36
(Il Quaderno quadrone)
€ 12,00 ; Età: per tutti (da 10 anni)

Un libro anche per bambini che non vuole camuffarsi da albo per l’infanzia, del quale non ha certo l’approccio grafico né la veste commerciale. Sfidando lo stereotipo di una rappresentazione antropomorfica o caricaturale di animali parlanti, ecco una galleria di animali pensanti, restituiti alla loro selvatichezza e insediati in un contesto rurale preciso, un paese terremotato dell’Irpinia che gli uomini credono disabitato: “Le persone dicono che è un paese morto. Le persone dicono sempre così quando in un posto non ci sono più gli uomini.”
Ragni, passeri, capre, asini, farfalle, maiali, serpenti e calabroni abitano invece ogni anfratto di questo paesaggio e ognuno ha il suo personale modo di esprime un punto di vista immediato sulla propria dignitosa esistenza; lucidi testimoni che lamentano le drammatiche contraddizioni degli uomini, nelle cui mani è spesso riposto il loro destino, si raccontano attraverso episodi piccoli, grandi, mai insignificanti.
Franco Arminio ama presentarsi come maestro elementare, paesologo e poeta; conosce il peso delle parole e le usa per evocare la nostalgia di un dialogo spezzato con la natura, cercare ponti verso un mondo che convive parallelo a quello degli uomini e delle loro convinzioni. Come succede per ogni parola in una poesia, queste sue creature nascondono porzioni di una misteriosa verità, da preservare dal nostro inconcludente chiacchiericcio quotidiano. Le sue metafore, prima fra tutte quella del poeta come animale perennemente allertato dal mondo (“il poeta scrive e trema, non sa fare altro”), vivono di immagini emotive e concrete, dettagli in apparenza irrilevanti che possono certo catturare l’attenzione dei lettori più giovani. Come il topo dell’ultimo racconto, bambini e poeti sanno ancora sognare e intravedere orizzonti estranei agli adulti che, invece, li temono.
L’intensa esperienza editoriale, condotta e presentata da Massimo De Nardo, non può prescindere dalla incredibile poetica delle illustrazioni, pastelli a olio “graffiati” e china, qualche traccia di rosso su un nero dominante che si staglia dal fondo. Di Simone Massi ricordiamo La casa sull’altura, su testo di Nino De Vita (Orecchio acerbo, 2011).

Fausto Boccati
(da LiBeR 102)