Il Pilota e il Piccolo Principe
Peter Sís; trad. di Michele Orti Manara
Adelphi, 2014, p. 35
(I cavoli a merenda)
€ 18,00 ; Età: da 7 anni
Come altre biografie curate dall’autore, la narrazione vera e propria prende avvio dalla nascita del personaggio principale, Antoine de Saint-Exupéry appunto, ma già dal titolo, dalla copertina e dai risguardi si respira che il volo costituisce il parametro di ogni misura: intorno al piccolo Antoine, infatti, tutto il mondo alla fine del 1800 guarda al cielo, desiderando esplorarlo e percorrerne le sconfinate distanze. La luna e le stelle continuano a esercitare la loro eterna fascinazione e sollecitano fantasie e progetti, in una eterna tensione tra raggiungibilità e lontananza dalla terra, sempre più facilmente attraversabile con rotte commerciali, civili e diplomatiche.
Le doppie pagine si presentano lette dall’alto, come “sorvolate” e vengono caratterizzate dalla presenza di masse di colori naturali, che si succedono come l'acqua, la sabbia, il cielo sotto agli occhi di un pilota in volo. In una doppia pagina il mondo si ritrova sottosopra: le parole narrano che Antoine vede dall’alto, ma le immagini spostano la prospettiva portando il punto di vista ad altezza carrarmato: il sangue che cosparge i territori violati da conflitti armati è proprio davanti agli occhi del lettore, che volge lo sguardo al cielo. La tensione vivida di questa visione trova conforto nella doppia pagina successiva, in cui la luna, piena e consolatoria, si riflette su una distesa di acqua.
Il nuovo modo di osservare il mondo, dal basso, accompagna e opprime il Pilota durante tutto il suo soggiorno a New York, in cui si è rifugiato per fuggire all’occupazione tedesca della Francia. Sís ci racconta che Antoine de Saint- Exupéry, ripercorrendo la sua infanzia, i luoghi conosciuti, le persone incontrate, scrive Il piccolo principe; una volta terminatolo, raggiunge il suo vecchio squadrone in Nordafrica, chiedendo di essere assegnato a missioni in Francia per fotografare la posizione del nemico.
Peccato per la frase che chiude questo mirabile libro, a mio giudizio superflua, in quanto fin troppo prevedibile nell'immaginario collettivo, frase con cui commenta la morte del Pilota “Ma forse Antoine ha solo trovato il suo pianeta luminoso tra le stelle”. Una frase di troppo in un’opera magistrale.
Francesca Romana Grasso
(da LiBeR 105)
Il Pilota e il Piccolo Principe
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