Un pesciolino nella pancia
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Un pesciolino nella pancia

Un pesciolino nella pancia
David Sire, ill. di Magali Le Huche
Trad. di T. Gurrieri
Edizioni Clichy, 2016, 32 p.
(Carrousel)
€ 15,00 ; Età: da 5 anni

Nonostante, dal punto di vista della ricerca pedagogica, l’educazione all’affettività e alla sessualità si evolva in modo sempre più ricco e integrato, si tratta, tutt’ora, per ragioni ataviche, e non solo, di studi con ricadute non sufficientemente significative nella scuola, nella pratica e nella letteratura per l’infanzia.
E sebbene in quest’ultimo ambito possiamo far riferimento sia a testi ormai storici, e penso a Pisellini e farfalline (Fatatrac), o a I nati ieri (Carthusia), sia a valide produzioni più recenti, per esempio Come sei nato tu di Alberto Pellai (Erickson), altrettanto raro è trovare la scintilla che si irradi oltre la pura editoria di servizio, per quanto avanzata essa sia.
Con Un pesciolino nella pancia, le edizioni Clichy Italia, proponendosi come nuovo ponte sapiente verso la letteratura per l’infanzia d’Oltralpe, si muovono in questa direzione: lo sguardo rivolto ai più piccoli e al loro primo confrontarsi con le meraviglie complesse dell’amore. La materia è sempre quella del concepimento e siamo immersi nel bianco, che consente di confrontarsi con l’interezza dei corpi della coppia protagonista, con la nudità. “Una mattina quando ci siamo svegliati lei mi ha detto che aveva un pesciolino nella pancia…”. Sarà un io o a volte un noi, ma sempre raccontato da lui. Al suo dire lei non risponderà mai con parole, ma sempre e solo per immagini. Ecco la cifra più originale dell’albo. Se picturebook vuol dire mille e più forme dell’interazione tra parole e illustrazioni, qui la peculiarità del libro consiste proprio nella diversità profonda dello stile tra le invenzioni verbali di Sire e quelle visuali di Le Huche. Una differenza di genere, una dissonanza, che diventano vivida interazione, dialogo. Tanto lui è portatore di un punto di vista esterno all’evento, quasi infantile (l’utilizzo della ripetizione esprime proprio lo stupore), di un testo musicale (è anche uno chanteur), tanto quanto lei è materna, accogliente, fisica, immaginifica e geniale nelle tavole che con delicatezza raccontano il momento in cui si sono amati. Per entrambi risuona un senso di giocosità, che sa di buono.

Maria Grosso
(da LiBeR 113)