Il nido
Kenneth Oppel, ill. di Jon Klassen; trad. di G. Alterini
Rizzoli, 2016, 252 p.
(Narrativa Ragazzi)
€ 16,00 ; Età: da 10 anni
"La prima volta che le ho viste, ho creduto che fossero angeli. Cos'altro potevano essere con quelle loro ali chiare, leggere e sottili come garza, la musica che le avvolgeva, e la luce che le ammantava?"
Inizia così, con un sogno che forse è un incubo, la storia raccontata in prima persona da Steve, 12 anni, una vita personale povera di relazioni e una lunga serie di fobie e paranoie che cerca di affrontare attraverso riti rassicuranti come lavarsi le mani continuamente o bere solo da una certa fontana. La situazione peggiora con la nascita del fratellino (che lui chiama sempre "il piccolo") affetto da una misteriosa malattia, che assorbe tutte le energie e le attenzioni dei genitori. Steve non riesce a essere completamente sincero con il suo psicologo, che gli sembra "un pò squilibrato", non può più parlare con Henry, il suo amico immaginario, perché alla sua età lo prenderebbero in giro e non trova terreno di confronto con Vanessa, la sorellina, che vede tutto rosa e va pazza per "il piccolo". Quando le creature alate, che si rivelano essere uno strano tipo di vespa bianca mai catalogato, cominciano a visitarlo in sogno cullandolo nel loro nido e gli propongono una facile quanto radicale soluzione per la malattia del fratellino, Steve accetta subito, rassicurato dalle parole suadenti della Regina e dalla efficente organizzazione della loro società che fa da contraltare alla sensazione di caos e solitudine suscitata dal nucleo familiare.
"A volte è meglio non essere quello che siamo davvero. Non ci fa bene. E alla gente non piace." Ma è davvero così? E quel nido onirico perfetto che si concretizza nel vespaio appeso fuori da casa è davvero migliore della sua realtà? Rispondere a queste domande e trovare il coraggio di fare la scelta giusta è il percorso di formazione compiuto da Steve che, come ogni altro adolescente, si pone le domande fondamentali per costruire la propria identità, e infine, accettarsi. Solo allora riuscirà a superare i propri sensi di colpa, a scacciare la strana creatura ai piedi del letto che da sempre angoscia le sue notti e ad addormentarsi, finalmente, nel proprio nido.
Serena Marradi
(da LiBeR 114)
Il nido
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