Non insegnate ai bambini
Giorgio Gaber, Sandro Luporini
Carthusia, 2016, 36 p.
(Grandi storie al quadrato)
€ 20,00 ; Età: da 5 anni
Ancora un albo fuori dall'ordinario per Carthusia, già dalla scelta del testo: una canzone dei geniali Gaber e Luporini che, pubblicata per la prima volta nel 2003, lancia un messaggio forte e non banale. Invita infatti gli adulti a non fornire ai bambini ricette preconfezionate, a non insegnare loro arti e princìpi ma ad accompagnarli nella scoperta della bellezza della vita, raccontando e coltivando se stessi, senza inculcare ideologie e soluzioni già pronte. Altro carattere di eccezionalità sta nella scelta di farlo illustrare da quattro artisti che lo hanno interpretato in libertà ma collaborando tra loro e con l'editrice durante tutta la sua realizzazione. La “pazza idea” – racconta Patrizia Zerbi – era nata nel corso di una cena tra amici, accomunati dall'amore per il proprio lavoro e per questa canzone. Il risultato è un libro-galleria d'arte, in cui anche il formato, ampio, quadrato – fa parte della collana Grandi storie al quadrato – rimanda ai quadri, alle opere d'arte. E tali senz'altro sono le immagini potenti dei quattro illustratori, con figure umane e paesaggi a volte surreali, onirici, d'effetto, che compongono attraverso le pagine un insieme armonioso pur nella differenza di stili e linguaggi delle varie tavole. E il godimento del libro, in sintonia con il messaggio del testo, c'è se non sovrapponiamo il nostro pensiero allo spirito bambino, quello dei giovanissimi lettori, e quello dentro di noi. Dobbiamo restare in ascolto, come sia la Zerbi che Ferraro, uno degli autori, suggeriscono: “non sfogliatelo soltanto, ascoltatelo...” e, lasciati da parte i nostri “pensieri malati”, abbandonarci, grazie alla bellezza delle illustrazioni, alla “magia della vita” che da queste fluisce. E se succede a noi, nonostante le nostre menti adulte inquinate da “vie già conosciute” – da cui gli autori ci mettono in guardia – avverrà anche coi bambini, ai quali possiamo proporlo con la massima fiducia nella loro capacità di lettura di testo e immagini, di scoperta dell'alchimia narrativa, assumendo così nei loro confronti proprio quell'atteggiamento che siamo invitati dal libro ad avere come educatori, ovvero di accompagnare e non imporre.
Antonella Lamberti
(da LiBeR 114)
Non insegnate ai bambini
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