Il giudice alla rovescia
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Il giudice alla rovescia

Il giudice alla rovescia
Luciana Breggia, ill. di Barbara Cantini
Einaudi Ragazzi, 2015, p. 112
(Storie e rime)
€ 10,00 ; Età: da 8 anni

È difficile spiegare ai ragazzini quale sia la funzione del giudice, abituati come siamo a pensarli alle prese con delitti, furti, imbrogli di ogni genere. L’autrice di questo libro, magistrato a Firenze, è riuscita a fare del mestiere di giudice un insegnamento per vivere in pace e serenità, ascoltando i problemi di tutti e cercando di spiegare come, con un po’ di buona volontà, si possano risolvere i conflitti.
Questa è la premessa per introdurre i racconti del giudice, quello di Pinocchio, quello che lo manda in prigione proprio perché innocente. Dopo l’avventura con Pinocchio il giudice decide di andarsene e si ritrova in un paesino dove gli abitanti litigano per le cose più futili: un albero minaccia il tetto della casa vicina (non è vero ma basta sia vera la voglia di litigare). Due guardie arrestano una ragazza per un tentativo di furto di salsicce. Un’antenna disturba il vicino e non gli permette di vedere la televisione ma quando l’antenna diventa casa ospitale per le rondini ecco che il vicino scopre quanto guardare l’avvicendarsi dei rondinotti che imparano a volare sotto l’occhio attento dei genitori gli giovi più che guardare la televisione. I colori spariscono dal banco di Leo: chi li ha rubati? Due fratelli si contendono un pezzo di terra…
Cinque storie per spiegare che non bisogna fidarsi delle apparenze, non essere troppo egoisti aiuta, che ci si deve anche fermare per ascoltare i problemi altrui, che quando la fame e la povertà fanno fare azioni non proprio legali non si tratta solo di accusare ma anche di capire. Il tutto raccontato senza falsi moralismi e senza farne sentire l’intenzione didascalica.
Insegnare ai ragazzini il significato di “legalità” attraverso brevi racconti di fantasia o anche prendendo spunto da fatti realmente accaduti è un insegnamento che Luciana Breggia ci regala con leggerezza e una punta di ironia dimostrandoci come spesso siamo condizionati da problemi stupidi che problemi non sono e che si possono risolvere facilmente cercando di capire, e a volte anche accettare, punti di vista diversi dal nostro, fino a scoprire che è possibile andare incontro ai desideri dell’altro senza rimetterci, anzi.

Gianna Vitali
(da LiBeR 107)