Il giardiniere notturno
Eric Fan, Terin Fan
Trad. di M. D’Amico
Gallucci, 2016, 48 p.
€ 15,00 ; Età: da 3 anni
I Fan Brothers, Eric e Terry, hanno entrambi studiato all’Ontario College of Art and Design di Toronto. E infatti il loro libro Il giardiniere notturno – cui è stato tributato il Junior Library Guild Awards e il The Founders Award from the Society of Illustrators – è soprattutto un’opera d’arte. Il testo, tradotto da Masolino D’Amico, è scarno, quasi una sorta di accompagnamento didascalico che non deve distogliere l’attenzione di chi sfoglia il libro dalle illustrazioni, create con la fusione di tecniche tradizionali e tecniche più attuali.
Tutto inizia una mattina in cui William scopre che l’albero che vede dalla finestra è diventato qualcosa di diverso. La chioma non è più quella di prima ma è sagomata a foggia di gufo dall’aria saggia, che lo guarda dall’alto. Accanto all’albero c’è un orfanatrofio, e si può solo intuire che William ne sia ospite. Il gufo è il primo degli animali di foglie che appaiono ogni mattina all’alba – opera di un misterioso giardiniere – che poco alla volta cambiano il volto della cittadina di Grimloch Lane. Una sera William scorge qualcuno che cammina trasportando una scala e una sacca di attrezzi, e decide di seguirlo. L’uomo si accorge di William e gli chiede se abbia voglia di dargli una mano. Il ragazzo accetta e partecipa all’opera del giardiniere, che il giorno dopo sparirà in silenzio. Quando col passare le stagioni le foglie diventeranno gialle e secche, e successivamente cadranno, lasciando i rami spogli, nulla resterà delle sagome modellate dal giardiniere. Ma gli abitanti della città avranno una consapevolezza nuova della ricchezza verde della loro città e, soprattutto, dell’inestimabile valore dei bambini. Il messaggio è celato nei dettagli delle illustrazioni. Il libro è disegnato con un’insolita ricchezza di particolari ed è finito con tinte che sembrano rubate a una palette per decorazioni in stile provenzale, dallo smeraldo pallido al grigio polvere. Gli abiti che indossano gli abitanti di Grimloch Lane e lo stile delle case richiamano un’epoca che potrebbe essere quella di inizio secolo scorso. Un’epoca in cui per giocare non si restava seduti davanti a uno schermo e per chiamare un amico non si inviavano messaggi col cellulare ma si urlava a squarciagola.
Tiziana Merani
(da LiBeR 113)
Il giardiniere notturno
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