Il filo di Alexander Calder
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Il filo di Alexander Calder

Il filo di Alexander Calder
Sieb Posthuma; trad. di A. Guaraldo
White star, 2016. 32 p.
(White star Kids)
€ 12,90; Età: da 4 anni

Alexander Calder veniva chiamato le roi du fil de fer a Montparnasse perché sapeva piegare le sue storie attorno al mondo, fatto di materia da esplorare, da modellare e da trasformare per diletto o per rispondere a quell’urgenza narrativa che ha caratterizzato il secolo passato. Con questo libro l’olandese Sieb Posthuma rende omaggio a un grande artista e un contributo all’educazione estetica dei piccoli lettori. Anch’egli artista poliedrico, ha colto l’essenza dell’arte di Alexander, capace di dipanare i grovigli dell’animo umano partendo da un semplicissimo filo di ferro con il quale crea oggetti divertenti o mostruosi. Sieb dà vita a un personaggio che rapisce il lettore e lo trascina in un vortice di linee e colori. Sieb Posthuma ci racconta anche del passaggio a un nuovo modo di intendere la realtà secondo Calder: non più finta ma in grado di muoversi da sola, viva. Il passaggio è confuso e i fili nei suoi pensieri sono aggrovigliati, come li rappresenta l’illustratore olandese sulle pagine del libro, fino a quando si fa avanti un’idea forte e luminosa che dipinge i suoi pensieri con i colori che contraddistingueranno le sue opere più importanti: nero, rosso, blu e giallo. Ma non basta. Per creare movimento Calder appende i colori a un filo e crea Mobile, una creatura che danza e canta nel vento. Calder crede nella forza della trasformazione, del movimento, nell’energia della materia e nel suo movimento. Lo stupore che provoca nel bambino l’arte cinetica, nell’adulto evoca l’incontro remoto che l’età dell’infanzia conserva in una gabbia dorata e rilascia con molta avarizia agli adulti. Lo stesso dinamismo viene rappresentato con il graffio inchiostrato di Posthuma, che non poteva rendere in modo più autentico lo stile di Calder e arricchire le pagine con un repertorio abbondante di oggetti ludici accompagnati dai pensieri di Alexander. Un percorso ideale che si sviluppa su una trama lineare, in cui si intravedono forme di un pensiero coraggioso, che sfida la realtà perché la vuole avere in pugno. Un percorso che alla fine rivela il mistero della vita: il suo disvelarsi come evento che nasce da un punto, ci fa camminare verso una direzione e poi ci riporta nello stesso punto.

Adolfina De Marco
(da LiBeR 113)