Ferma così
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Ferma così

Ferma così
Nina LaCour; trad. di A. Martelli
Edt Giralangolo, 2016, 313 p.
(Narrativa Ragazzi)
€ 14,50 ; Età: da 14 anni

Esordio negli Stati Uniti e seconda uscita italiana per l’autrice, il romanzo dà voce a Caitlin, 17 anni, la cui migliore amica Ingrid si è suicidata. Inseparabili, le due erano le amiche che insieme possono marinare la scuola, scambiarsi il rossetto prima di una festa, parlare d’amore, fare progetti, scattare foto, entrambe appassionate fotografe e migliori allieve del corso scolastico. Annichilita dal dolore, sovrastata dal rimorso di non aver capito il male di Ingrid, Caitlin non trova più senso né interesse nelle cose. Quel Ferma così del titolo non richiama allora soltanto l’attimo dello scatto di una foto ma la pausa in cui sembra bloccata la ragazza durante il lungo anno dopo il lutto, una pausa necessaria purché non sia eterna e dopo la quale occorre di nuovo muoversi, scattare altre foto. E infatti piccoli movimenti, suo malgrado riprendono: una nuova amica, un ragazzo che le piace, la demolizione del cinema dismesso in cui si rifugiava con Ingrid. Piano piano Caitlin accetta i ricordi, accompagnata nel suo processo di elaborazione dalla lettura del diario dell’amica, che ha trovato nascosto nella propria stanza; dai genitori, che le stanno vicino senza sovrapporsi al suo percorso individuale; e anche dall’insegnante di fotografia nella quale la ragazza riconosce il proprio stesso dolore. E quando decide infine di regalare alle altre persone coinvolte affettivamente da quella morte alcune pagine del diario dell’amica che le riguardano, è chiaro che può finalmente alleggerire il proprio fardello condividendolo, accettando di nuovo la comunicazione e il mondo di relazioni che significano vita. Si apprezza la scrittura sobria, pulita, senza retorica e senza prese di posizione e giudizi. Il linguaggio, semplice e diretto, che permette a una giovane lettrice di riconoscersi, resta delicato anche nelle situazioni più scabrose. Oltre all’elaborazione del lutto, altri temi – l’autolesionismo, la creazione artistica e la fotografia, il piacere della costruzione manuale, l’amicizia, l’omosessualità, le relazioni insegnante allievo e quelle genitori figli – affiorano senza mai essere imposti. La mano dell’autrice è leggera e dà la sensazione che sia davvero la vita a raccontarsi, in tutta la sua naturale, complicata ricchezza.

Antonella Lamberti
(da LiBeR 113)